Scuola: per chiusure vanno considerati i dati

Scuola: per chiusure vanno considerati i dati

Il Consiglio di Stato ribadisce l’obbligo per il governo di motivare le chiusure con dati certi

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Scuola: per chiusure vanno considerati i dati
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Governo contro le istanze di richieste cautelari in due ricorsi di comitati della Rete Nazionale “Scuola in Presenza”.

“Il giudice – rendono noto i comitati aderenti alla Rete Nazionale “Scuola in Presenza”, autori del primo ricorso al Tar – ribadisce l’obbligo per il Governo di riesaminare le norme che regolano la chiusura delle scuole, anche in zona rossa, motivandole con dati certi”. “I documenti scientifici presentati dalla Presidenza del Consiglio non supportano la tesi che le scuole siano grave fonte di contagio.

Il Governo non ha saputo motivare in maniera razionale la “priorita’ assegnata alla precauzione sanitaria a fronte della grave compressione del diritto all’istruzione”, spiega “Scuola in presenza”.

È soddisfatto Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera: “Il supremo giudice amministrativo stabilisce un importante principio: ogni decisione su eventuali chiusure degli istituti scolastici deve trovare fondamento nei dati scientifici, con possibilità di eventuali chiusure ma mirate”.

Prosegue Toccafondi: “In questo modo il Consiglio di Stato fornisce un’indicazione oggettiva e rigorosa, e se confermata nella sentenza di merito, non si potrà non tener conto nelle prossime decisioni sulla scuola. Implicitamente, la decisione di oggi mette un freno alla discrezionalità con cui fino a oggi le regioni hanno gestito il problema delle chiusure. Il Consiglio di Stato sottrae, in altri termini, la sorte della didattica in presenza alla demagogia o alle convenienze politiche del momento”, conclude.
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