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Proporzionale: cosa succede alle coalizioni di ieri dopo il sì delle correnti Pd

Sarebbe questo un altro passo compiuto dal Nazareno per smarcarsi dall’ormai ingombrante alleanza con il M5s

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Lunedì scorso Matteo Orfini ha dato appuntamento ai grandi big del Partito Democratico organizzando un seminario in cui si è discussa e rilanciata l’idea di una legge elettorale proporzionale. Sono intervenuti, tra gli altri, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini, Andrea Orlando, Nicola Zingaretti ed anche il lettiano Marco Meloni. Dal confronto è emersa chiara la volontà di farsi promotori di una convergenza parlamentare verso il sistema proporzionale.

La proposta di Orfini

Orfini riparte dal sistema proporzionale. Una proposta di legge, con sbarramento al 5%, era stata presentata già in Commissioni Affari Costituzionali durante il Conte-bis e tra i presenti c’è anche il presidente della stessa ed esponente grillino, Giuseppe Brescia. “Trent’anni dopo dobbiamo registrare che il maggioritario ha avuto effetti opposti rispetto alle promesse per cui era nato” ha detto Orfini, sottolineando come il maggioritario non abbia assicurato al paese stabilità di governo, né saputo ridurre la frammentazione politica. E “dire proporzionale non significa negare la differenza tra centrodestra e progressisti o abbandonare la costruzione del campo largo, anzi aiuterebbe a renderlo più forte”, rafforzando il concetto. Matteo Orfini sa bene quale siano gli intendimenti della segreteria Letta e tenta di fugare qualsiasi dubbio sul fatto che il proporzionale significhi un ritorno ad un Pd autonomo ed autosufficiente. Marco Meloni, responsabile della segreteria ha confermato: “Un sistema proporzionale è opportuno a condizione di perseguire l’orizzonte bipolare. Non dobbiamo perdere di vista l’unità delle forze del centrosinistra e il lavoro fatto in questi anni.”

Le reazioni 

“Il Pd è nato per il maggioritario, ma dobbiamo prendere atto che il bipolarismo non ha funzionato. Il buon senso e la politica ci impongono di adeguare il sistema alla realtà.” Ha affermato Dario Franceschini, ministro alla Cultura, aggiungendo che servirà “mettere Forza Italia di fronte a una scelta aperta in Parlamento e sarà importante arrivarci con un Pd unito attorno al segretario“. L’ex segretario del Pd, Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha riaffermato il suo appoggio al proporzionale, ricordando che però in vista delle prossime elezioni politiche, i tempi sono contingentati e senza un’unitarietà di intenti il dibattito parlamentare potrebbe non arrivare a conclusione. Dello stesso tenore il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini che si è mostrato preoccupato dai tempi stretti della legislatura e della qualità della proposta politica di cui il Pd dovrebbe farsi primo sostenitore in Parlamento.

Le altre forze in parlamento

Il proporzionale è sistema elettorale che sicuramente non piace né alla Lega di Matteo Salvini, né a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni (che ieri ribadiva la necessità di un sistema presidenziale) e più volte scettica si è mostrata anche la maggioranza di Forza Italia. Per questo, durante il seminario lo stesso Orfini ha cercato di richiamare l’attenzione degli altri partiti. Di fronte alla frammentazione partitica, preso atto che il maggioritario non è riuscito a creare un sano bipolarismo e per cercare di ridurre anche l’astensionismo sempre più evidente nelle ultime tornate elettorali, secondo Orfini “Il proporzionale metterebbe quel campo largo nelle condizioni di esprimere ciascuno la propria identità per poi ragionare su come dare un governo al paese. E offriamo questa riflessione anche a centrodestra”.

@L_Argomento

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