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Economia

Ieri la Grecia, oggi l’Italia: perché le piccole banche preoccupano i mercati

Report di Bankitalia (alla vigilia del commissariamento?): è come se un medico facesse la diagnosi, ma poi non avesse la cura adatta per evitare di perdere il paziente.

FRANCESCO NICOLO' BANCA D' ITALIA, IGNAZIO VISCO GOVERNATORE BANCA D'ITALIA

L’Italia come la Grecia in una possibile crisi della moneta unica? Almeno cento piccole banche potrebbero non riuscire a gestire l’aumento dei crediti deteriorati, con il rischio di un potenziale commissariamento dietro l’angolo. Lo certifica l’analisi di Banca d’Italia su una serie di piccoli istituti che si trovano in grosse difficoltà: il risultato sui cosiddetti istituti ‘meno significativi’ perché si trovano fuori dalla vigilanza diretta della Bce, ha messo in evidenza anche l’assenza di strumenti per intervenire efficacemente. E’ come se un medico facesse la diagnosi ma poi non avesse la cura adatta per evitare di perdere il paziente.

Anche guardando ai rimedi europei, la liquidazione è in cima alle azioni possibili in caso di una crisi aziendale, ma si ragiona anche sull’ipotesi salvataggio tramite il Fondo interbancario. Il nodo è legato alla bassa redditività legata ai prestiti rossi e alla difficoltà con cui gestire i cambiamenti tecnologici.

Tre settimane fa il governo italiano ha piazzato obbligazioni a medio e lungo termine da 6 miliardi di euro con i rendimenti più alti in quasi un decennio. Il sistema di casa nostra paga dazio per via di oneri finanziari più elevati sul suo debito dalla crisi del debito dell’eurozona, dopo la mossa della BCE di ritirare le misure di stimolo. L’inflazione ha spinto le banche centrali a fermare la politica monetaria allentata.

I mercati sono in fibrillazione per via di alcuni elementi in comune con la crisi del debito di dieci anni fa: ieri la crisi dell’eurozona era incentrata sulla Grecia, oggi preoccupa l’Italia e il suo sistema di maxi debito pubblico da un lato e incapacità di uscire dall’angolo dall’altro. E’sufficiente osservare i numeri di Roma per certificare due fatti: dal 2020 a oggi è aumentato il deficit di bilancio e si è ingrossato ulteriormente il debito pubblico, salito a oltre il 150% del pil.

@L_Argomento

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