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Tutti i bisticci (e le retromarce tattiche) sull’intesa per il catasto

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI E SILVIO BERLUSCONI

Nella giornata di ieri è stato raggiunto l’accordo di mediazione tra il centrodestro ed il governo Draghi sul testo della delega fiscale e in particolar modo sul tema del catasto. Per scongiurare la spaccatura, che avrebbe portato notevoli problemi al governo in fase di approvazione (con rischio di uscita dall’Aula di Lega e FI), è servito l’intervento diretto del Presidente del Consiglio Mario Draghi, chiamato a rimettere ordine nella maggioranza.

Delega fiscale

Le abitazioni continueranno a essere accatastate senza alcun riferimento al loro valore patrimoniale di mercato (cioè il prezzo in caso di vendita). E la riforma del fisco continuerà a salvaguardare i regimi ad hoc previsti nel settore immobiliare, come per esempio la cedolare secca del 10% sugli affitti. Sono questi i due punti principali dell’accordo tra governo e centrodestra, raggiunto solo dopo un incontro finale tra il leader della Lega, Matteo Salvini e il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi.

In Commissione Finanza alla Camera, la discussione era rimasta bloccata sull’Art.6 della legge delega sulla riforma del fisco, che prevedeva il cosiddetto ‘sistema duale’ della tassazione (dei redditi e dei capitali mobiliari e immobiliari) e il centrodestra continuava a chiedere di cancellare la norma che aggiungeva alla rendita catastale il valore patrimoniale dell’immobile, ritenendo che avrebbe inevitabilmente influito sul prelievo fiscale a carico dei contribuenti.

L’obiettivo del governo era duplice: rimappare in maniera più dettagliata gli immobili presenti in Italia entro il 2026, così da far emergere tutti quelli invisibili e aggiornarne il valore, che al momento è calcolato sugli estimi del 1991, legando i dati del valore degli immobili ai valori di mercato.

Riforma del catasto

Come spiegato da Il Sole 24Ore, i valori Omi (Osservatorio del mercato immobiliare presso l’Agenzia delle entrate), nel testo iniziale, sarebbero stati il riferimento per rivedere i valori patrimoniali, ora rimangono solo come valore di consultazione nell’accesso alla banca dati catastale. Si perde, dunque, il riferimento al valore patrimoniale degli immobili, prevedendo solo un periodico aggiornamento della rendita (in base ai criteri del Dpr 138/1998, quello che già consente ai Comuni di aggiornare i parametri catastali). E come spiegato anche da Il Corriere della Sera, dunque, la riscrittura dell’Art.6 non cancella la norma contestata, ma la attenua, perché non sarà riferita al valore del singolo immobile accatastato ma ai valori medi di riferimento della zona.

In sintesi: la base imponibile dell’Imu rimane quella attuale, la rendita ulteriore (per far emergere incongruenze fra rendite e valori di mercato) viene attenuata e sarà soggetta ad aggiornamenti periodici, la previsione del valore patrimoniale viene cancellato. Tuttavia, come fanno notare diversi commentatori, già oggi gli immobili sono però tassati sulla base del valore catastale.

Le reazioni politiche

Indiscutibilmente il centrodestra ha ritrovato compattezza intorno alla battaglia sul catasto e ieri i toni sono stati entusiastici da tutti i fronti. Primo fra tutti lo stesso leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che sulla casa ha combattuto le sue principali battaglie politiche: “Ci siamo opposti stavolta, come negli ultimi 25 anni, a una proposta di riforma del catasto che minacciava di colpire famiglie e risparmio. Abbiamo chiesto approfondimenti e ci siamo messi al lavoro per individuare una soluzione tecnica soddisfacente che abbiamo condiviso con gli alleati del centrodestra di governo e che poi abbiamo sottoposto al governo, che l’ha recepita. Oggi possiamo finalmente dire che non ci saranno nuove tasse sulla casa e sui risparmi degli italiani: battaglia lunga e dura, ma vinta”.

Soddisfazione anche dal leader della Lega, Matteo Salvini: “Il punto era evitare l’aumento delle tasse, le nostre proposte sono state valutate e ascoltate, e mi auguro accolte, non è il momento di mettere nuove tasse”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgia Meloni: “Se fosse vero, sarebbe un’ottima notizia. È una battaglia che Fratelli d’Italia ha condotto”.

Dal PD ha risposto direttamente Enrico Letta: “Siamo molto soddisfatti per l’annuncio del governo sull’accordo sul catasto. Non ci sarà un aumento delle tasse. Oggi Salvini lo ha scoperto e dice e racconta che lo ha ottenuto lui. Vorrei ripetere con grande forza che secondo noi questo non è il metodo di stare al governo. In maggioranza si sta essendo dentro le discussioni, attenti ai temi e soprattutto all’unità di quello che si fa”.

@L_Argomento

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