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Tre idee per uscire dalla crisi

Alle prese con il più grave disastro che il nostro sistema economico abbia mai vissuto, qualche idea utile e applicabile

Tre idee per uscire dalla crisi
Il paese vive una fase delicata e ancor più la vivono le famiglie e le imprese che hanno subito gli effetti della crisi pandemica che tuttavia non accenna a finire.

Quanto segue non è e non vuole essere una ricetta politica. Primo perché limitata solo ad alcuni aspetti sebbene siano importanti ai fini di una possibile ripresa, secondo perché la politica va fatta nelle sedi opportune con uno sguardo ampio sui temi generali.

Ecco dunque la mia riflessione affidata a queste pagine affinché i temi in essa sinteticamente espressi possano essere diretti alla piena tutela del benessere del cittadino attraverso quella centralità e rapidità d’azione che sarebbe d’obbligo per chiunque, temporaneamente, eserciti funzioni politiche soprattutto oggi.

1) pace fiscale tombale con le famiglie italiane per favorire la ripresa e la resilienza, attraverso l’azzeramento dei debiti con Agenzia Entrate, qualsiasi titolo, anche se non ancora oggetto di accertamento, entro il limite di 30.000 euro complessivi e riferiti agli anni dal 2010 al 2019. La misura deve valere sia per singoli cittadini che per imprese entro i limiti fissati.

Qualora il soggetto beneficiario della misura di pace fiscale abbia ottenuto contributi a fondo perduto a titolo di sostegno Covid (da istituti di credito o da Inps) , le somme percepite sono detratte dal limite massimo di 30.000 complessivi abbassando quindi il limite per beneficiare della misura che altrimenti risulterebbe un motivo di disuguaglianza tra soggetti in analoghe condizioni. Il limite di 30.000 € complessivi (o altro limite individuato) potrebbe essere invece aumentato di altri 5.000 euro per ogni persona con disabilità (ai sensi Art. 3 comma 3 legge 104/92) facente parte del medesimo nucleo familiare del contribuente cui è diretta la misura di pace fiscale.

2) Moratoria per l’ invio di atti da parte dell’agenzia delle Entrate Riscossione e da parte degli altri Enti di riscossione, non oggetto di pace fiscale (quindi per debiti complessivi superiori ai 30.000€) con ripresa graduale degli invii a decorrere dal 1.1.2022, senza sanzioni o interessi se il debitore accetta il piano di rateizzazione concordato con l’ente di riscossione, tenuto conto della sostenibilità del piano di rientro con riguardo alle esigenze di vita e di impresa del debitore e della sua famiglia. La misura è volta a non aggravare la già precaria situazione e che stanno vivendo molte famiglie e imprese per gli effetti depressivi derivanti dalla crisi pandemica.

3) Blocco procedure esecutive a qualsiasi titolo sino al 31.12.2021.

Sono misure che interessano sostanzialmente milioni famiglie, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori, che potrebbero essere proposte al decreto sostegni in arrivo al Cdm.

Occorre aiutare la ripresa con ogni mezzo, non solo con le opere pubbliche inserite nel PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).

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