M5S perde pezzi. Chi fa ricorso, chi va con FDI

M5S perde pezzi. Chi fa ricorso, chi va con FDI

Il Movimento è squassato da scissioni, spaccature, ricorsi legali. Il vertice chiuso nel silenzio

Tempo di lettura stimato 2 minuti

M5S perde pezzi. Chi fa ricorso, chi va con FDI
Lo sentite come è eloquente il silenzio di Conte, in questi giorni? Avete notizie di Vito Crimi, per caso? E sapete perché da quindici giorni Di Maio non parla con la stampa italiana, tanto da ritagliarsi oggi uno spazio sullo spagnolo El Paìs?

La ragione di fondo è una sola: la crisi irreversibile del Movimento sta provocando uno sconquasso che perdura, e che difficilmente riescono a celare.

Oggi tre parlamentari ex Movimento cinque stelle formalizzano il loro passaggio a Fratelli d’Italia.
Sono la senatrice Tiziana Drago e i deputati Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri. “È chiaramente una scelta dettata da battaglie e ideali- dice Giovanni Donzelli durante una conferenza stampa nella sede del partito in via della Scrofa- per convenienza non si va con l’unica forza di opposizione”.

Il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida sottolinea: “La campagna acquisti non è nel nostro stile, l’abbiamo sempre evitata. Non crediamo al progetto di questo governo e non ci credono tanti parlamentari che hanno scelto di combattere con noi dall’opposizione”.

La senatrice Drago spiega di aver scelto FDI per fare “un’opposizione dialogante, critica e intelligente”. De Toma, che non ha votato la fiducia a Mario Draghi, chiede al governo di “dare risposte concrete. “Saremo molto attenti e vigili sul comportamento di questo governo”, aggiunge. Silvestri, già animatrice nelle Marche di una lista civica che ha appoggiato Francesco Acquaroli, dice: “Ho visto persone che amano la propria terra e sono correnti con quello che dicono. In questi tre anni in Parlamento ho condiviso molto battaglie con FDI”

Ma non è tutto, dal fronte incandescente degli ex Cinque Stelle.

Un ricorso al Consiglio di giurisdizione della Camera è stato presentato da tre deputate espulse dal gruppo M5s (Emanuela Corda, Arianna Spessotto e Guia Termini).

L’udienza si dovrebbe tenere, si apprende, non prima di sessanta giorni. Il voto di fiducia al Governo Draghi rientra nell’ambito della libertà di coscienza dei deputati, vincolati esclusivamente dal programma elettorale e dai principi del Codice Etico, che non sono stati affatto violati: è la prima contestazione delle 24 pagine che compongono l’istanza.

In assenza di delibere dell’assemblea degli iscritti e degli appartamenti al gruppo parlamentare sottolineano che il Regolamento della Camera, nulla dispone in materia di espulsione “coatta” dal Gruppo di appartenenza.

Il regolamento non prevede, infatti, che il Presidente della Camera possa disporre il trasferimento al gruppo Misto a fronte della sola comunicazione del Capogruppo e in mancanza di adesione dei deputati al trasferimento in altro gruppo.

Un vuoto normativo che secondo le ricorrenti, assistite dall’avvocato Lorenzo Borré, “non abilita la prassi sino ad oggi seguita nelle due ultime legislature e che secondo le ricorrenti viola diritti e prerogative costituzionali dei singoli parlamentari.

“L’impugnazione è stata proposta al Consiglio di giurisdizione in ossequio a quanto rilevato da un recente arresto giurisprudenziale delle Sezioni Unite della Cassazione – dichiara l’avvocato – ma ha come prospettiva il ricorso alla CEDU”.

Infatti, “non è predicabile che un parlamentare della Repubblica possa essere trattato come un pacco postale da spostare a piacimento, senza la verifica di un giudice terzo che accerti la effettiva ricorrenza dei presupposti per l’espulsione dal Gruppo e che tuteli i diritti del singolo nelle formazioni sociali, anche e soprattutto in quelle parlamentari che costituiscono uno dei templi laici dello Stato di diritto.

Diversamente saremmo in presenza di un allarmante paradosso”, osserva. Provando ad aprire la scatoletta di tonno senza avere l’apriscatole, è normale che si combini solo un gran pasticcio.
M5S perde pezzi. Chi fa ricorso chi va con FDI

TAGS