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Economia

Crisi del gas come quella di Lehman? L’Europa è seduta su una bomba ad orologeria

Ma davvero basterà risparmiare un pochetto o razionare l’energia per far fronte a questa vera e propria catastrofe economica che si sta abbattendo sul vecchio continente?

LEHMAN BROTHERS

La Germania allunga la vita alle centrali nucleari e invoca il caso Lehman, l’Italia si prepara al razionamento, la Francia è in pausa di riflessione per via della scoppola presa da Emmanuel Macron alle elezioni parlamentari. Come spesso accade, in Europa non c’è una posizione unitaria sul dossier energetico, proprio quando invece sarebbe servito parlare con una voce sola. Ognuno prova a restare a galla come meglio può, ma con il rischio di tirare giù gli altri.

Il tetto al prezzo del gas è una sfida ambiziosa, ma andrà incorniciata all’interno dell’attuale panorama in un momento in cui Berlino e Parigi non hanno più la spinta propulsiva di ieri. Anche Washington annuncia di voler studiare un tetto al prezzo del petrolio russo ma “evitando al contempo effetti collaterali sull’economia globale”, come detto dal segretario al tesoro americano Janet Yellen.

Non va meglio a Bruxelles. “Il problema dell’inflazione è più grande del previsto” ha ammonito (solo oggi?) il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, secondo cui la strada maestra da seguire è chiara: gli stati europei devono risparmiare, i soldi a buon mercato rappresentano il passato. Ma davvero basterà risparmiare un pochetto o razionare l’energia per far fronte a questa vera e propria catastrofe economica che si sta abbattendo sul vecchio continente?

Dombrovskis afferma che da un lato, dovremmo mantenere gli investimenti, anche con l’aiuto del fondo per la ricostruzione post Covid, dall’altro andrà limitata la crescita della spesa: “Stiamo principalmente affrontando uno shock dell’offerta, con colli di bottiglia e interruzioni delle consegne. Non serve stimolare la domanda attraverso la politica fiscale”.

In Germania il ministro dell’economia Robert Habeck continua a lanciare segnali di fumo sull’emergenza del gas. La fornitura di energia è a fortissimo rischio, come ha affermato di recente il presidente dell’industria tedesca Siegfried Russwurm. Ma il ministro federale dell’Economia è riluttante a fare un passo, perché dovrebbe convincere il suo partito, i Verdi, ad allungare la vita delle tre centrali nucleari che dovrebbero andare offline a fine anno.

In sostanza Berlino alza nuovamente la mano per lanciare un allarme: dal taglio del gas russo potrebbe innescarsi un contagio simile a quello di Lehman: una sorta di nuovo collasso nei mercati energetici, tracciando un parallelo con ciò che accadde nel 2008 e che arrivò in Europa nel 2011.

@L_Argomento

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