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Chi sta lavorando (non più) sotto traccia per abolire il reddito di cittadinanza

REDDITO DI CITTADINANZA RDC CARABINIERI COMPUTER CONTROLLI TRUFFE

Cosa è stato il rdc, che danni ha fatto, quali benefici ha portato. Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, ha annunciato: “Dal 15 giugno partiamo per la raccolta di firme per l’abolizione del reddito di cittadinanza. Strumento sbagliato, va riscritto tutto.” E’ tempo di bilanci e di decisione sullo strumento bandiera del Conte1, che dal 2019 ad oggi non è riuscito ad attivare il potenziale con cui era nato.

Il Reddito di Cittadinanza – finalità

La norma istitutiva definisce il Reddito di Cittadinanza come “misura fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, nonché diretta a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro”. Lo strumento nasce come evoluzione del Reddito di Inclusione di cui espande la platea dei beneficiari e si propone la realizzazione di un obiettivo ben preciso: la lotta alla povertà, sotto forma di sostegno al reddito con l’erogazione di sussidi. Una misura di politica sociale che doveva, però, incontrare il piano delle politiche attive del lavoro.

Le criticità

Lo strumento si è scontrato fin dall’inizio con le criticità delle infrastrutture pubbliche del mercato del lavoro, in particolar modo il sottodimensionamento dei Centri per l’impiego, oltreché il problema di rendere realmente occupabile la fascia della popolazione più povera e quindi più difficilmente inseribile in percorsi di attivazione al lavoro.

Le problematiche strutturali sono state aggravate dalla polemica sul ruolo dei Navigator, assunti in grande quantità e che non hanno mai davvero assolto a tutti i compiti che dovevano portare avanti. Con la pandemia, poi, che ha determinato la chiusura di molte attività e il rallentamento dell’economia italiana, il RdC è diventato un sussidio e un aiuto economico alle famiglie più bisognose. Pur non assolvendo ai suoi compiti primari, quindi, negli ultimi due anni il RdC ha avuto comunque un effetto significativo sulle condizioni di vita di migliaia di persone. Ad oggi, però, risulta ormai chiaro, tranne forse al M5S, che lo strumento così come elaborato non è più sostenibile.

Gli ultimi interventi governativi

Con l’obiettivo di rafforzare le politiche attive del lavoro, il governo nel 2021 ha finanziato un piano di rafforzamento dei servizi per l’impiego, permettendo a tutti gli enti territoriali di assumere personale da destinare ai Centri per l’impiego, al fine di aumentarne la dotazione. Lo stesso piano, poi, ridisegna anche la figura del Navigator cercando di favorirne l’ingresso nei Centri. Tuttavia, essendo il tema delle politiche attive del lavoro, una materia appartenente alla legislazione concorrente tra Stato e Regioni, quello che è stato più evidente è che alcune regioni hanno creato condizioni favorevoli all’avviamento dei navigator, mentre altre non hanno favorito l’attivazione del processo, le assunzioni e gli ingressi dei navigator nei Centri per l’Impiego. Quindi, più che lo strumento in sé, la problematica è stata piuttosto nelle modalità di attivazione e nella disponibilità che le strutture territoriali hanno concesso alla realizzazione.

Le critiche della Corte dei Conti

Il RdC è stato studiato e misurato dall’Ocse e dalla Corte dei Conti. Incrociando i dati quello che rileva di più è che il 70% dei percettori non appartiene a fasce di popolazione con un titolo professionale e con caratteristiche che ne permettono una facile occupabilità. La Corte dei Conti ha quindi fatto una critica strutturata e puntuale dello strumento e delle attività svolte dai Navigator ed ha affermato: “nel nostro Paese esistono eterogenei assetti organizzativi, con approcci, metodologie e sistemi informativi diversificati e sovente non dialoganti tra di loro”. La debolezza delle politiche attive del lavoro è il vero nodo da sciogliere e finché non verranno messi a regime gli interventi di collegamento ed accompagnamento tra domanda ed offerta di lavoro, uno strumento come il RdC non potrà funzionare e rimarrà solamente di puro sostegno al reddito,

@L_Argomento

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