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Brexit: per la Farnesina un viaggio da dimenticare

Della Vedova non contento dei provvedimenti di detenzione nelle celle per migranti

Brexit: per la Farnesina un viaggio da dimenticare

Brexit: per la Farnesina un viaggio da dimenticare
Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova immaginava in modo differente e sicuramente più rassicurante il viaggio a Londra. Invece è rientrato in Italia con una, o forse più, delusioni nella valigia.

“L’Italia non contesta la nuova normativa britannica post Brexit su controlli ai confini e sui titoli ora necessari per entrare nel Regno Unito per lavorare o per studiare, ma considera “decisamente sproporzionati” e “inaccettabili” i provvedimenti di detenzione nelle “celle” di centri di raccolta per migranti imposti nelle settimane scorse a diversi connazionali – soprattutto giovani – come ad altri cittadini Ue”.

Lo ha fatto presente il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova durante i due giorni d’incontri a Londra (i primi a livello bilaterale dopo la formalizzazione definitiva del divorzio dell’isola da Bruxelles) nel corso dei quali ha incontrato anche esponenti della comunità italiana, del mondo degli affari e responsabili degli uffici consolari e ha ricevuto dagli interlocutori del governo di Boris Johnson alcune rassicurazioni al riguardo.

“Abbiamo spiegato – ha affermato Della Vedova- in modo educato ma fermo che abbiamo trovato inaccettabili” le modalità di alcune pur legittime procedure recenti di espulsione o di respingimento alla frontiera, ha detto il sottosegretario parlando con i giornalisti al fianco dell’ambasciatore Raffaele Trombetta a conclusione della missione, non senza aggiungere d’aver discusso di modalità alternative “come l’affidamento” a familiari residenti o il permesso temporaneo dietro pagamento di una cauzione prima del rimpatrio.

Modalità già evocate dal ministero dell’Interno britannico (Home Office) in un aggiornamento delle linee guida seguito alle denunce dei media dei casi di detenzione temporanea: casi che è “interesse anche del Regno evitare che si ripetano”, secondo quanto sottolineato dal viceministro dell’Interno delegato per l’Immigrazione, Kevin Foster, a Della Vedova.

Quest’ultimo ha quindi definito “positivo” il colloquio, spiegando di aver peraltro evidenziato al rappresentante dell’Home Office come il flusso degli arrivi sia destinato ad aumentare con la fine dell’emergenza Covid e di aver ottenuto rassicurazioni anche sulla volontà britannica di “codificare meglio” tutte le condizioni d’ingresso libero senza visto, incluso per coloro sbarchino temporaneamente per un colloquio di lavoro.

Con Foster sono stati affrontati inoltre i timori italiani sulla scadenza fissata da tempo a fine giugno per i cittadini europei già residenti prima della Brexit per chiedere la registrazione digitale nel cosiddetto Settled Status che garantirà il mantenimento degli stessi diritti pre divorzio, compresa l’assistenza sanitaria pubblica piena. Un titolo già chiesto e ottenuto da circa 500.000 connazionali e da 5 milioni di cittadini Ue, ma rispetto a cui è prevedibile che vi siano ritardi nella presentazione di alcune domande legittime – specialmente da parte di persone più vulnerabili, come anziani o minori – di fronte ai quali Roma chiede comprensione e il governo Johnson promette per ora “un approccio pragmatico”.

Quanto ai colloqui al Foreign Office, Della Vedova ha incontrato i viceministri lord Ahmed di Wimbledon e Wendy Morton con cui ha discusso dell’accordo bilaterale che Roma e Londra intendono firmare entro il 2021 su temi come la politica estera e di sicurezza, l’energia, la cultura, l’ambiente e altro, previo il “pieno rispetto della cornice” del trattato commerciale fra Londra e l’Ue sul dopo Brexit e “l’attuazione di tutte le sue parti incluso il protocollo sull’Irlanda del Nord”. Temi sui quali – dai diritti umani in Cina, Bielorussia, Russia o altrove, fino ai cambiamenti climatici – la sintonia italo-britannica resta d’altronde “totale”, ha rimarcato il sottosegretario.
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