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Bettini, da tifoso del governo Conte a liquidatore dell’asse Pd-M5s?

L’uomo che sussurra ai segretari del Pd ha detto che l’ex premier “è in un momento di notevole difficoltà. Uomo leale, che apprezzo: ma più leader di governo, che capo di un partito”. Grillini convocano la cabina di regia. Alleanza in crisi?

GOFFREDO BETTINI POLITICO MASSIMO D'ALEMA POLITICO
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Da tifoso del governo Conte a liquidatore dell’asse Pd-M5s? Goffredo Bettini dalle colonne del Corriere della Sera ha lanciato un siluro in direzione di Giuseppe Conte, “è in un momento di notevole difficoltà. Uomo leale, che apprezzo: ma più leader di governo, che capo di un partito”. Di fatto ne ha smontato le strategie in seno al M5s, certificando l’ingovernabilità del movimento che comunque resta, da un lato, la forza più rappresentata in Parlamento e, dall’altra, quella maggiormente balcanizzata. E quindi incontrollata, come dimostrano le voci di contatti tra l’entourage berlusconiano e singoli parlamentari pentestellati.

La reazione grillina all’uscita di Bettini non si è fatta attendere (“Senza di noi gli alleati non eleggono capo dello Stato e salta il governo”) e le truppe si sono prontamente lanciate a difesa del condottiere, come il vicepresidente M5s Riccardo Ricciardi (“Agli alleati e a tutte le forze politiche ricordiamo che siamo la prima forza in Parlamento: nessuno creda che si possa eleggere il presidente della Repubblica e, conseguentemente, garantire una continuità di governo senza il Movimento”).

Ma ad una sola settimana dal voto per il Quirinale questa forse è la prima notizia vera in un mare magnum di tatticismi e riposizionamenti. Stasera Conte convoca la cosiddetta cabina di regia con i ministri Di Maio, Patuanelli, D’Incà e Dadone. Ne uscirà con una posizione comune a sua difesa, pur tra i mugugni del gruppo che fa capo a Di Maio. In area dem le parole di Bettini sono state lette da molti (specialmente i centristi) come un passo in avanti verso una nuova fase, certamente nella scia del cosiddetto campo largo al quale Enrico Letta lavora, ma scevra dai tentennamenti di Conte. In sostanza, è la vulgata che circola nelle ultime ore, il fattore X rappresentato dalla polveriera del M5s non sarebbe un plus per il Pd, ma una zavorra nel caso in cui bisognasse ricercare convergenze forzose su nomi altri (come Amato, visto come fumo negli occhi dal M5s).

@L_Argomento

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