Bullismo a Pavia: cosa sappiamo dell’intervento dei carabinieri fuori da una scuola
Un 14enne aggredito fuori da una scuola a Pavia. Il racconto delle vessazioni e gli accertamenti dei carabinieri: sette coetanei denunciati.
Aveva cambiato scuola per sottrarsi alle vessazioni, ma neppure il trasferimento sarebbe bastato. A Pavia, un ragazzo di 14 anni ha raccontato ai carabinieri di essere perseguitato da un gruppo di ex compagni di classe, che avrebbero continuato ad aspettarlo anche davanti al nuovo istituto. La vicenda è emersa dopo un’aggressione avvenuta venerdì 16 ottobre 2026.
Gli accertamenti hanno portato alla denuncia di sette coetanei, tutti minorenni, per atti persecutori in concorso. Il pugno che ha fatto scattare l’allarme sarebbe stato sferrato da uno solo dei ragazzi; le contestazioni nei confronti del gruppo riguardano invece l’insieme delle condotte ricostruite dai militari.
Il cambio di scuola e il racconto delle vessazioni
Parlando con i carabinieri, il quattordicenne ha riferito che il bullismo andava avanti già da tempo. A prenderlo di mira sarebbero stati sette ragazzi della sua età, con i quali in precedenza aveva condiviso la classe.
Secondo quanto emerso dal suo racconto e dai primi accertamenti, il comportamento degli ex compagni lo aveva di fatto spinto a lasciare l’istituto. Il passaggio a un’altra scuola, però, non avrebbe interrotto le persecuzioni.
I ragazzi avrebbero infatti continuato a cercarlo, aspettandolo ogni mattina all’esterno del nuovo istituto per sottoporlo ad altre angherie. Non sarebbero stati sempre presenti tutti e sette: un elemento distinto dalla contestazione complessiva, che coinvolge l’intero gruppo.
La segnalazione del preside e l’arrivo dei militari
A chiedere l’intervento delle forze dell’ordine il 16 ottobre è stato il preside della scuola. Nella segnalazione, il dirigente ha riferito che uno studente aveva appena subito un’aggressione da parte di un coetaneo.
I carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Pavia sono intervenuti fuori dall’istituto, in città. Il quattordicenne era stato colpito con un pugno allo stomaco; il giovane che lo aveva sferrato si era già allontanato prima del loro arrivo.
L’ascolto della vittima e le verifiche immediate hanno così fatto emergere una vicenda più ampia rispetto al singolo episodio segnalato dal preside. È in quel contesto che il ragazzo ha descritto le vessazioni precedenti e la loro prosecuzione dopo il trasferimento.
Le denunce alla giustizia minorile
I sette ragazzi sono stati denunciati in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria minorile di Milano. L’ipotesi contestata è quella di atti persecutori in concorso.
La denuncia non riguarda dunque soltanto l’aggressione fisica del 16 ottobre: al centro degli accertamenti c’è la successione di comportamenti ai danni del quattordicenne, che avrebbe continuato a subire le vessazioni anche dopo aver cambiato scuola.

Prima di giudicare i ragazzi coinvolti bisogna chiarire bene i fatti, ma le segnalazioni vanno prese sul serio. La scuola e le famiglie dovrebbero collaborare per evitare che situazioni simili si ripetano.
Se il ragazzo ha dovuto cambiare scuola e il problema è proseguito, è evidente che servono interventi più incisivi. Spero che venga ascoltato e protetto senza trasformare la vicenda in uno spettacolo.