Allard J2X Le Mans del 1952: una replica artigianale con motore Hemi all’asta

Carrozzeria fatta a mano, V8 Chrysler Hemi e passaporto FIA: la replica Allard J2X Le Mans è all’asta, con alcune difformità tecniche dichiarate.

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La carrozzeria è nata su una sagoma di compensato, il motore è un Chrysler Hemi e il circuito di Le Mans l’ha già vista in azione al Classic. La replica della Allard J2X Le Mans del 1952 proposta su Bring a Trailer riunisce lavorazione artigianale e preparazione per le gare storiche. Ma per comprenderla bisogna partire da una distinzione: non è una vettura ufficiale sopravvissuta agli anni Cinquanta.

È una ricostruzione commissionata nel 2016 dall’attuale venditore, realizzata nel Regno Unito nell’arco di diversi anni. Al momento della pubblicazione della fonte, il 20 ottobre 2026, le offerte avevano raggiunto 20.000 dollari. La chiusura dell’asta è prevista per venerdì 23 ottobre, intorno alle 13:25 ET.

Il passaporto FIA e i dettagli da verificare

Tra i documenti che accompagnano l’auto figura un FIA Historic Technical Passport valido fino al 2031. L’annuncio segnala però una precisazione importante: il cambio e gli ammortizzatori attualmente installati non corrispondono alle specifiche del passaporto. Chi intende partecipare a manifestazioni storiche sotto regolamento FIA dovrà quindi chiarire quali interventi siano necessari per adeguarli.

La vettura viene offerta con il documento britannico V5C, sul quale è identificata come Allard, con numero di telaio 91P1876 e prima immatricolazione nel 1984. Questa data appartiene alla documentazione del mezzo: il richiamo al 1952 riguarda invece il modello ricreato, costruito qui a partire da un telaio modificato.

Tutte le informazioni tecniche e documentali riportate provengono dall’inserzione su Bring a Trailer. La fonte precisa di non aver ispezionato direttamente l’automobile, una distinzione rilevante anche quando si considerano le prestazioni dichiarate.

Un Hemi da oltre 400 CV, secondo il venditore

Sotto la carrozzeria trova posto un Chrysler FirePower Hemi V8 da 331 pollici cubi, della prima generazione impiegata da Allard all’epoca. Il motore è stato assemblato con controllo delle tolleranze e bilanciamento; secondo l’annuncio dispone di pistoni e bielle forgiati, condotti delle testate lavorati e lucidati, quattro carburatori Rochester 2G e collettori di scarico fasciati.

La trasmissione abbina un cambio manuale a quattro marce a una frizione con comando idraulico. La potenza raggiunge le ruote posteriori attraverso un differenziale Allard a cambio rapido dei rapporti.

Il venditore dichiara una potenza superiore a 400 CV e meno di dieci ore di utilizzo in gara dall’ultima revisione del motore. Non viene però citato un riscontro al banco prova: il dato di potenza resta quindi una dichiarazione del venditore, non una misura documentata nella fonte.

La carrozzeria modellata a mano

A realizzare la ricostruzione è stato il dottor Jonathan Rose, specialista del marchio. I pannelli in lega sono stati sagomati manualmente su una forma di compensato e fissati a supporti tubolari in acciaio, utilizzando come base un telaio Allard della serie P modificato.

Nel progetto sono confluiti anche componenti delle sospensioni raccolti da Rose nel corso degli anni. Dopo il primo assemblaggio, l’auto è stata trasferita presso Project Heaven, vicino a Peterborough, in Inghilterra, per la preparazione alle competizioni storiche, con l’impiego di componenti della statunitense Hot Heads Research.

La configurazione del telaio comprende un assale anteriore sdoppiato, un ponte posteriore de Dion guidato da una barra Panhard e freni a tamburo idraulici. Le ruote a raggi Turrino, con gallettoni a due alette, montano pneumatici Dunlop Racing. Gli ammortizzatori regolabili LEDA sono presenti su tutte e quattro le ruote.

L’abitacolo e il passaggio al Le Mans Classic

La livrea verde porta i contrassegni con il numero 29 applicati per la partecipazione al Le Mans Classic. Nell’abitacolo con guida a destra ci sono sedili in pelle verde, un volante con corona in legno e un tachimetro con scala fino a 150 miglia orarie, affiancato da contagiri e strumenti ausiliari.

L’equipaggiamento per le competizioni comprende un impianto di estinzione, cinture compatibili con il sistema HANS, un arco di protezione, una telecamera VBOX e un cronometro Racelogic per i tempi sul giro. Il contachilometri indica circa 20.000 miglia; l’inserzione segnala inoltre segni di usura sui rivestimenti.

Il legame con le Allard di Le Mans

Il progetto riprende la formula su cui Sydney Allard costruì la propria attività: una sportiva britannica leggera con un grande V8 americano. Nel 1950, Allard e Tom Cole conquistarono il terzo posto assoluto a Le Mans con una vettura motorizzata Cadillac.

La J2X Le Mans arrivò nel 1952 con una carrozzeria da barchetta che racchiudeva completamente le ruote, un cofano anteriore ribaltabile in avanti, fari coperti e una rete sopra le prese dei carburatori. Sydney Allard e Jack Fairman portarono in gara un esemplare con motore Chrysler Hemi, ritiratosi nelle prime ore del mattino. Una vettura gemella fu guidata da Zora Arkus-Duntov, poi noto per il suo legame con la Corvette.

La replica all’asta recupera quella configurazione attraverso una costruzione artigianale documentata anche dalle fotografie delle diverse fasi di lavorazione. L’auto si trova nel Regno Unito: per gli offerenti esteri, all’acquisto vanno aggiunti i costi di trasporto, le pratiche d’importazione e i dazi applicabili.

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1 commenti
  1. Federico · 20/10/2026 · 3:36 PM

    La carrozzeria realizzata partendo da una sagoma di compensato racconta già tanta cura artigianale. Non sarà un’auto originale, ma sembra una replica davvero affascinante.

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