Suez incagliato. Un canale da ripensare.

Suez incagliato. Un canale da ripensare.

Il canale di collegamento tra i continenti gestisce il 12% del traffico mondiale con mezzi primordiali. Forse va ripensato.

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Suez incagliato  Un canale da ripensare.
Non ci siamo. Il tappo rimane incastrato: Il gigantesco portacontainer ‘Mv Ever Given’ che sta bloccando da martedi’ mattina il canale di Suez con ripercussioni sul flusso del commercio mondiale “resta incagliato nella stessa posizione” nonostante le autorita’ della strategica via d’acqua stiano “diligentemente ed efficientemente impiegando tutte le loro risorse per mitigare l’attuale crisi”, secondo il comunicato ufficiale.

Leth Agencies, una società di servizi del canale di Suez, fotografa la situazione alle sei di stamattina ora italiana.

“Intanto rimorchiatori e draghe sono ancora operative per rimettere a galla l’imbarcazione”, aggiunge il tweet riferendosi al cargo di 400 metri di lunghezza insabbiatosi a causa di una tempesta bloccando il canale attraverso cui transita circa il 12% del commercio mondiale e il 40% dell’import-export marittimo italiano.

Una situazione gravissima e paradossale, che dimostra con quale livello di interconnessione dipendiamo da altri Paesi, da sistemi logistici per noi imperscrutabili ma che su di noi hanno ricadute enormi, e di cui dunque subiamo l’asimmetria dominante. Il danno per il sistema-Italia è enorme.

Oggi ancora incalcolabile in termini di milioni di fatturato, di aziende a rischio, di personale in crisi. Tanto da imporre una valutazione generale coraggiosa e alta. Chi ha deciso che il traffico marittimo mondiale debba passare sotto la spada di Damocle dell’Egitto?

Il canale di Suez non sempre è stato egiziano, e forse il fatto che l’Egitto da solo non riesca a porre rimedio, oggi, è di tutta eloquenza.

Gli Stati Uniti si sono offerti di andare ad aiutare con propri mezzi, e si vedrà.

Penso però che i tempi siano maturi affinché un patrimonio strategico mondiale come il canale di Suez sia posto sotto tutela internazionale permanente, assistito da alta tecnologia, dalla massima sicurezza e sotto l’egida dell’Onu che potrebbe affidarne la gestione ai due Stati confinanti, l’Egitto e Israele. Il primo potrebbe continuare a fornire personale, il secondo software, tecnologia satellitare, servizi di sicurezza. Diversamente è comprensibile la scelta di chi cambia rotta.
Suez incagliato Un canale da ripensare.

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