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Internazionale

Shanghai’s port chiuso per Covid? Xi mette la mano al portafogli

La reazione del governo di Pechino (per stemperare le criticità di guerra e pandemia) passa da un doppio intervento con sostegni alle imprese e sviluppo del mercato immobiliare

Pandemia più guerra stanno mettendo sotto pressione l’economia cinese e il governo vuole rafforzare i singoli settori e il mercato dei capitali con due mosse: un pacchetto di misure a sostegno delle industrie e delle piccole imprese, affiancato dallo sviluppo del mercato immobiliare anche per garantire un funzionamento stabile dei mercati dei capitali. Ma potrebbe non bastare visto l’imbuto a Shanghai. Si tratta di strategie che non toccano evidentemente solo la Cina e il suo futuro, ma che riguardano, più o meno direttamente, Europa e occidente visti i volumi di affari e di relazioni connesse.

Quale crescita?

Il governo ha deciso di aumentare le politiche per una crescita costante, afferma il partito comunista cinese, focalizzandosi su due macro obiettivi: la stabilizzazione della crescita, dell’occupazione e dei prezzi da un lato, e l’ammortizzamento delle problematiche legate alla pandemia dall’altro, come conseguenza dello stop al porto di Shanghai. Per questa ragione il presidente Xi Jinping ha annunciato di lavorare affinché la crescita economica superi quella degli Stati Uniti.

Il nodo si ritrova nei dati che si stanno manifestando in questo primo trimestre dell’anno: il calo della produzione di acciaio continua secondo le rilevazioni del World Steel Assn, scendendo a circa un quarto di miliardo di tonnellate. Una perdita secca annuale di più del 10%, che si somma all’inflazione. Il suo principale alimento, il riso, sarà verosimilmente interessato da una serie di aumenti di prezzo causati sia dalla riduzione dell’offerta che dall’aumento della domanda.

Altro punto critico il settore immobiliare, dove non si fermano i casi di insolvenza: nel 2021 è stato toccato il record di inadempienze come dimostra anche il caso Evergrande.

Shanghai

L’aumento delle infezioni da Coronavirus ha prodotto il lockdown in città, con l’interessamento del più grande porto del mondo: la città influisce per il 4% del pil cinese le conseguenze economiche della strategia Zero-Covid saranno visibili solo nella seconda metà del 2022. Ma se ciò produrrà un taglio delle stime di crescita, dall’altro avrà effetti anche sulle rotte commerciali e sulla “risposta” dei partner cinesi in Ue e in Usa. Ancora una volta molti analisti convergono nel sostenere che se la Cina avrà difficoltà in questo 2022, gli altri stati occidentali non se la passeranno meglio proprio in virtù del principio di interconnessione commerciale.

Strategie

E’ alla luce di questo quadro che il presidente Xi sta immaginando un macro stimolo a consumi interni, per riparare un’economia vicina al punto di rottura. Verranno quindi realizzate più costruzioni per aumentare la domanda interna e promuovere la crescita, accanto ad un aumento dei cantieri legati alle infrastrutture, ai progetti per nuovi trasporti, per l’energia e per quel settore particolarmente caro al governo come la tecnologia. Il che si traduce in uno sforzo nella direzione del cloud computing e dell’intelligenza artificiale.

@L_Argomento

(Foto: Flickr)

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