Roma contro Mosca: Mattarella chiama Sassoli, la Rai rilancia Sacharov

Roma contro Mosca: Mattarella chiama Sassoli, la Rai rilancia Sacharov

Mai così tese le relazioni tra Italia e Russia, il divieto di ingresso a Sassoli suscita sdegno nelle istituzioni

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Roma contro Mosca: Mattarella chiama Sassoli, la Rai rilancia Sacharov
Mai così tese le relazioni tra Roma e Mosca. Ieri c’è stata una affettuosa telefonata di solidarietà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, colpito insieme ad altre sette personalità europee dalle sanzioni di Mosca. Il presidente della Repubblica aveva fatto implicitamente riferimento alla vicenda della Russia (“Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa svolta della strategia dell’Unione Europea e ne sosteniamo le Istituzioni: queste sono baluardo insostituibile di democrazia e di libertà ed è inaccettabile ogni attacco dall’esterno che pretenda di indebolirle”).

La giornata è stata scandita da numerose prese di posizione politiche, tra cui quella del reggente di Forza Italia, Antonio Tajani, e da iniziative significative di Rai e Mediaset. “Dalla Russia c’è un attacco a chi rappresenta 500 milioni di persone, ingiustificato, l’unica colpa della Ue è aver condannato il mancato rispetto dei diritti umani in Russia”, dice Antonio Tajani, coordinatore di Fi.

“In Russia vengono limitate alcune libertà dei cittadini, loro hanno agito in modo maldestro, ma nessuno si farà intimidire”. “Non possiamo restare in silenzio rispetto la violazione dei diritti umani in Russia”, conclude l’azzurro. 

Mediaset ha deciso di mettere in onda ieri in prima serata “Il compagno Don Camillo”, un classico nel quale la severa vigilanza sovietica viene ingannata dall’ingresso, nel contesto di una visita a Mosca del Pci emiliano, del prete Don Camillo, che va a osservare il nemico e riesce a riportare la fede in un sacerdote russo, scoraggiato.

La Rai mette in onda questa sera alle 20,30 nel contesto di “Passato e Presente”, condotto da Marcello Flores e Paolo Mieli su Rai Storia, una descrizione accurata della figura di Sacharov. Il fisico inizia una carriera folgorante che lo porta nel 1953 ad entrare nella prestigiosa Accademia delle Scienze.

Ma già alla fine degli anni Cinquanta, durante l’era Krusciov, Sacharov inizia a criticare la corsa agli armamenti e la mancanza di democrazia del sistema sovietico, diventando, nel decennio successivo, il simbolo del dissenso.

Un compito, una ragione di lotta che non abbandonerà per il resto della sua vita e che gli farà ottenere, nel 1975, il premio Nobel per la Pace.
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