Rivolta del gas, in Kazakistan governo sospeso

Rivolta del gas, in Kazakistan governo sospeso

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L’aumento esponenziale dei prezzi del gas è alla base delle proteste di piazza in Kazakistan dove più di 200 persone sono state arrestate durante le manifestazioni. Nella città di Almaty migliaia di persone sono scese in piazza scontrandosi con la polizia che ha sparato granate e gas lacrimogeni. Per le strade hanno sfilato almeno 5.000 cittadini gridando slogan antigovernativi. I manifestanti hanno fatto irruzione nell’ufficio del sindaco e hanno tentato di impossessarsi della residenza presidenziale ad Almaty, mentre alcuni hanno chiesto a Nazarbayev, che per oltre tre decenni è stata la principale forza politica del Paese, di lasciare le redini del potere.

Il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha accettato le dimissioni del governo guidato dal primo ministro Askar Mamin e ha imposto lo stato di emergenza ad Almaty e nella provincia di Mangystau fino al 19 gennaio dove sarà in vigore il coprifuoco notturno. Tokayev ha ordinato di ripristinare i controlli sui prezzi dei carburanti, chiedendo anche il congelamento dei prezzi delle utenze. Le proteste spontanee nel paese al momento sono considerate illegali. La rivolta ha prodotto anche la reazione dei mercati, con i prezzi del gas che hanno ricominciato a crescere.

Sarà interessante osservare la reazione di Mosca, che attualmente è coinvolta nei negoziati con gli Stati Uniti e l’Unione europea sul caso ucraino. Putin ha rafforzato la presenza delle truppe russe vicino all’Ucraina in quello che l’Occidente teme possa essere un’invasione vera e propria, mentre in tutti gli stati membri dell’Ue si registra un’ondata di aumenti alla voce energia per famiglie e imprese.

@L_Argomento

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