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Internazionale

Negoziatore cercasi: chi esce e chi entra dalla lista. Ma servirà?

Si è parlato nelle ultime ore di un soggetto forte, fortissimo, in grado di affrontare il leader russo. Andando per esclusioni ne restano forse due…

PIETRO PAROLIN

L’occidente non interviene per evitare la terza guerra mondiale, è la vulgata che circola a ovest di Kiev, mentre le bombe non si fermano, al pari delle vittime. Dunque occorre una diplomazia con la D maiuscola (e solo quella) per fare passi in avanti. Ma se nessuno riesce a coagulare gli interessi dei soggetti in causa, appare evidente che per uscire dall’impasse serve guardare ad un altro negoziatore che non sia Recep Erdogan o Naftali Bennett: come potranno il presidente turco e il premier israeliano trovare gli argomenti giusti per avvicinare le parti?

Fumata nera

Già il presidente francese Emmanuel Macron nei numerosi contatti intercorsi con Vladimir Putin si è scontrato con un muro, al momento insormontabile. Non è servito sondarlo personalmente, né sentirlo telefonicamente svariate volte. Il capo dell’Eliseo ha riportato una determinazione assoluta, e a tratti cieca, della sua controparte al Cremlino. Quali altri possibili negoziatori restano? Qualcuno ha fatto il nome di Angela Merkel, curiosamente alla fine della propria parabola politica e teoricamente con la giusta esperienza per sbrogliare la matassa.

Però ha avallato nell’ultimo lustro il gasdotto Nord Stream 2 sotto il Baltico, che è stato appena fermato da Olaf Scholz proprio per via dell’intenso legame con Mosca e su cui si sono concentrati gli strali di Washington proprio contro Berlino.

Candidati cercasi

Non può essere il premier inglese Boris Johnson, perché poco terzo, sin dalle prime ore del conflitto impegnato direttamente a proporre ed applicare le sanzioni contro oligarchi (e non solo). Non può essere la debole Ursula von der Layen, numero uno di una Ue altrettanto debole perché non ha programmato con lungimiranza la propria strategia energetica visto che ha in pancia circa 500 milioni di persone (tra cittadini, lavoratori e imprese a cui il gas serve sempre di più).  Non può essere Joe Biden, non certo in una posizione né di forza né di “sceriffo del mondo” come accadeva un ventennio fa. Henry Kissinger non è evidentemente oggi più disponibile, anche se del caso aveva scritto qualche riflessione all’indomani dell’invasione in Crimea che sarebbe stato utile approfondire meglio.

Si è parlato nelle ultime ore di un soggetto forte, fortissimo, in grado di affrontare il leader russo. Andando per esclusioni ne restano forse solo due con quelle caratteristiche: uno è in Vaticano.

@L_Argomento

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