Morti e feriti: la polveriera Kazakhstan e il caos del gas

Morti e feriti: la polveriera Kazakhstan e il caos del gas

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Morti e feriti durante le proteste antigovernative in Kazakhstan dove le forze di sicurezza hanno sgombrato la piazza della città di Almaty sparando sulla folla, mentre il presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, annunciava che l’ordine è stato ristabilito nel Paese: “Le forze dell’ordine stanno lavorando duramente e le operazioni di sicurezza continueranno fino alla distruzione totale dei militanti”. E ha aggiunto di aver dato l’ordine di aprire il fuoco senza preavviso: “Abbiamo a che fare con banditi e terroristi che sono stati addestrati. Ecco perché devono essere eliminati, e questo accadrà presto. Che tipo di trattative ci possono essere con criminali e assassini?”.

Secondo i dati diffusi dal ministero degli Interni i morti sono 26 e i feriti 18. Il governo ad interim ha annnciato di voler calmierare almeno per sei mesi i prezzi del gas, alla base delle proteste di piazza. Il governo le definisce misure urgenti per “stabilizzare la situazione socio-economica”. Intanto sul territorio kazako sono giunte le truppe della forza di pace provenienti da Russia, Armenia, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan. Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la forza collettiva di pace dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto) è stata inviata in Kazakhstan per un periodo limitato per stabilizzare e normalizzare la situazione.

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