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Lo sgarbo di Erdogan e quell’esempio dei gentleman siciliani

Il caso della Von der Leyen sul divano ci parla della perdita di rispetto e valori. Chi ignora il galateo non può essere un leader

Lo sgarbo di Erdogan e quell’esempio dei gentleman siciliani
Lo ammetto: appartengo ad una generazione orami avanti negli anni. Quella generazione cresciuta secondo alcuni principi e valori, quella generazione che aveva imparato dagli esempi, perché – si diceva – un buon esempio è il migliore degli insegnamenti.

Sì, lo ammetto: appartengo ad una generazione che, forse ormai solo per abitudine, cede il passo dinanzi ad una donna, addirittura arrivo ad aprire lo sportello dell’auto. Roba da far rabbrividire una femminista di ritorno, in stile politically correct.

E poi, i modi, le azioni: gli esempi, appunto.

C’è un episodio mai dimenticato, che mi porto appresso da quando ero più giovane.

Alcuni anni fa mi trovavo in un piccolo bar di periferia nei pressi di Messina. Ero entrato per un veloce break ed ero rimasto colpito dalla tipica scena di paese meridionale: in un angolo del bar, un gruppo di uomini, un po’ avanti negli anni, che chiacchieravano svogliatamente seduti quasi in cerchio.

Proprio in quel momento, entrava una giovane donna fermandosi quasi sull’uscio visto che al bancone c’era altra gente e doveva aspettare il suo turno.

“Signora, si vuole accomodare nell’attesa? “, fa uno degli uomini intenti a chiacchierare alzandosi e facendo il gesto di cedere la sua sedia, mentre con scatto contemporaneo tutti gli altri si erano a loro volta alzati.

“No, grazie – risponde la giovane donna, con tono gentile e cordiale quasi ringraziando – è una breve attesa. Resto in piedi”.

Un breve cenno dell’uomo come per insistere, un altro cenno della donna a declinare l’invito. Tutti gli uomini riprendono, quindi, a chiacchierare come prima, ma con una differenza fondamentale: rimanevano in piedi, a fianco alle sedie, ma in piedi lasciando vuote le sedie, pur riprendendo la loro discussione.

Intanto, la fila si scioglieva, la donna acquistava quello che doveva, quindi, salutando, usciva dal bar. Allora, solo allora, una volta che la donna non era più all’interno del bar, con gesto spontaneo quanto ovvio, continuando a parlare normalmente, il gruppo di uomini tornò a sedersi.

Solo dopo che la donna, che era rimasta in attesa e in piedi, era andata via.

Ammetto che rimasi impressionato. Non solo e non tanto per il gesto di galanteria, ma per la spontaneità – direi meglio, la ovvia normalità – con la quale tutto si era compiuto.

L’esempio, appunto.

Non conoscevo quegli uomini, né la loro estrazione sociale o il loro curriculum studiorum (così si suole dire); di sicuro, potevo immaginare il livello dei loro valori di riferimento. Un esempio, e che esempio. Lo sgarbo di Ankara è a suo modo un esempio opposto.

Perché lo sgarbato è il belga Michel, ancor più che il turco Erdogan.

Sebbene l’azione sia stata architettata dal turco, il gesto di maleducazione, come insegna il gruppo di anziani siciliani che ho ricordato, è del belga. Il turco ha solo dato sfogo al suo ego spocchioso, arrogante, falsamente machista, borioso quanto ignorante (nel senso letterale, di colui che ignora: la buona educazione innanzitutto), ma il belga, dal sorriso imbarazzato, dall’atteggiamento vagamento imbranato nel prendere posto sulla poltrona offertagli, ha dato prova di non possedere le basi elementari sui quali poggiare valori, semplici quanto basilari, che sono – innanzitutto, soprattutto, di buona educazione (Vergogna!, avrebbe tuonato ai miei tempi il genitore che avesse colto in flagranza di maleducazione il figlio, il quale, rosso in viso per la vergogna appunto, si sarebbe ritirato a capo chino).

Vergogna: è quella che sta venendo meno ogni giorno nei semplici rapporti umani, al di là della politica, della diplomazia. Non c’è più il senso della vergogna.

Cosa comporterà lo sgarbo turco sul piano politico e diplomatico è tutto ancora da scoprire. Come ne stia uscendo questa “Europa delle gaffe” continue (si pensi alle sciocchezze compiute nella gestione della vicenda vaccini) sta nel giudizio di ciascuno di noi.

Ma è certo che quel presidente Michel che andava sedendosi mascolinamente al fianco di Erdogan, è una scena semplicemente orribile: in piedi, doveva rimanere rigorosamente in piedi, e – richiamando come esempio il gesto spontaneo di quel gruppo di siciliani – dopo aver educatamente offerto alla signora Von der Leyen la poltrona al suo fianco.

E va forse ricordato anche che lo sgarbo è stato anche protocollare: ha ignorato la diversa levatura politica dei due incarichi rappresentati, laddove è politicamente superiore quello della Von der Leyen rispetto a quello di Michel. E se i turchi possono non saperlo, spettava a Michel metterlo in evidenza.

In piedi. Doveva restare in piedi… semplicemente per buona educazione.

Lo sgarbo di Erdogan e quell’esempio dei gentleman siciliani

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