Gli scienziati a Draghi: usi la scienza per il futuro

Gli scienziati a Draghi: usi la scienza per il futuro

Appello della comunità scientifica italiana a Mario Draghi: consulti i dati, "ci usi"

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Gli scienziati a Draghi: usi la scienza per il futuro
Gli scienziati a Draghi: usi la scienza per il futuro del Paese Proposta istituzione di un Consiglio Scientifico Nazionale Roma, 24 mar. (askanews) – Maggiori investimenti per una ricerca che sia motore di sviluppo, un ruolo centrale per la scienza a sostegno di Governo e Parlamento, a partire dall’emergenza ambientale, sotto forma di un Consiglio Scientifico Nazionale, multidisciplinare e indipendente. Ma anche un grande piano di formazione e informazione scientifica, per la scuola e per tutti.

Questi i punti della proposta sul ruolo della scienza in Italia elaborata in collaborazione da alcuni tra i maggiori soggetti scientifici intervenuti in questi anni nel dibattito pubblico – “Energia per l’Italia”, “Scienza in Parlamento”, “Per un Paese Sostenibile”, “La Scienza al Voto” – in una lettera aperta inviata ieri al Presidente del Consiglio e che è stata presentata oggi dai quattro gruppi in una conferenza stampa.

Nel momento critico attuale in cui il Paese sta cercando di uscire – con l’aiuto della scienza – dall’emergenza Covid-19, si pensa giustamente a progettare anche il prossimo futuro: l’Europa ha varato il piano Next Generation EU, e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sarà il modo di calarlo nella realtà italiana. In questo contesto, alcuni tra i maggiori soggetti scientifici intervenuti in questi anni nel dibattito pubblico – “Energia per l’Italia”, “Scienza in Parlamento”, “Per un Paese Sostenibile”, “La Scienza al Voto” – con l’appoggio di autorevoli scienziati (in coda al comunicato l’elenco), hanno inviato una lettera aperta al primo ministro Mario Draghi chiedendo un incontro per illustrare una proposta organica, che cerca di riassumere le richieste fatte in questi anni dal mondo scientifico: formazione diffusa, risorse per la ricerca, istituzione di un Consiglio Scientifico Nazionale.

“Spesso la politica si rivolge alla scienza solo in situazioni di emergenza, come quella attuale relativa al Covid-19”, ha spiegato oggi in conferenza stampa Ruggero Bettinardi, data scientist di “Scienza in Parlamento”.

“Riteniamo invece che si debba sviluppare ed “istituzionalizzare” un dialogo continuo tra politica e scienza, per far sì che le decisioni politiche siano adeguatamente informate dalle migliori conoscenze disponibili nei vari campi del sapere. In questa prospettiva, proponiamo al primo ministro Mario Draghi l’istituzione di un Consiglio scientifico nazionale, multidisciplinare e indipendente, con rappresentanti di alto livello della comunità scientifica nazionale.

Tale Consiglio scientifico, che potrebbe essere inserito in seno alla Presidenza del Consiglio, potrà svolgere una funzione di consulenza scientifica sui temi di importanza strategica affrontati dal Governo, ed essere un punto di riferimento per un Ufficio studi scientifici al servizio del Parlamento, come ne esistono in vari Paesi d’Europa, che possa informare i parlamentari sui problemi scientifici che maggiormente impattano la nostra società”.

“Il Consiglio scientifico che proponiamo avrebbe al suo interno più Comitati scientifici per specifiche esigenze e/o emergenze”, ha sottolineato Antonello Pasini, fisico del clima del CNR e coordinatore del comitato scientifico “La Scienza al Voto”.

“Già esistono Comitati scientifici specifici per la bioetica o appunto per l’emergenza Covid-19, e potrebbero essere gli antesignani di altri Comitati: il primo di cui abbiamo necessità, per l’urgenza della crisi climatica e ambientale, è un Comitato per il clima, l’ambiente e la salute, l’energia e la transizione ecologica, complesso di tematiche che oggi richiede proprio quella visione sistemica e multidisciplinare che solo un Comitato che veda rappresentate le varie competenze scientifiche potrebbe assicurare.

Ciò consentirebbe di potersi appoggiare sulle analisi scientifiche rigorose e quantitative per politiche davvero efficaci e un progetto di futuro di ampio respiro”. “La società civile può imparare ad avere fiducia e consapevolezza del metodo scientifico e dello studio dei sistemi complessi”, ha affermato Alessandra Bonoli, ingegnere ambientale e della transizione dell’ Università di Bologna, in rappresentanza del comitato scientifico “Energia per l’Italia”.

“Un’altra priorità è quindi quella di promuovere un grande piano di formazione e informazione scientifica, principalmente nella scuola ma anche con interventi extrascolastici di formazione permanente, mediante il quale i nostri connazionali possano conoscere correttamente le dinamiche dei tanti sistemi complessi con cui interagiamo tutti i giorni: dall’economia globalizzata, alla diffusione delle pandemie, al sistema climatico, agli ecosistemi, al web.

Solo così possiamo facilmente identificare le fake news e invece le linee di azione corrette, per evitare problemi e progettare un futuro equo e sostenibile”.

“Ma se l’insegnamento e la corretta comunicazione della scienza sono una priorità del Paese” ha concluso Roberto Danovaro, biologo marino, presidente della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, primo firmatario dell’appello “Per un Paese sostenibile”, “a nostro avviso altra fondamentale priorità deve essere quella di permettere alla scienza e alle sue applicazioni di fare da volano allo sviluppo della nostra società futura. Ciò significa, in particolare, consentire ai nostri scienziati di fare ricerca di punta con strumenti almeno pari a quelli degli altri Paesi sviluppati, cioè con finanziamenti adeguati.

E, come indicato da studi di autorevoli economisti, sappiamo bene che gli investimenti in ricerca risultano un efficace moltiplicatore di sviluppo”.

L’appello è già stato firmato da autorevoli scienziati: Vincenzo Balzani, chimico, professore emerito dell’Università di Bologna e accademico dei Lincei; Giuseppe Ippolito, infettivologo, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Roma; Fabio Trincardi, geologo, direttore del Dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del CNR; Paolo Vineis, epidemiologo ambientale, Imperial college Londra e vice presidente del Consiglio Superiore di Sanità; Lucia Votano, fisica, già direttrice dei laboratori nazionali INFN; Stefano Zamagni, economista, Università di Bologna e Johns Hopkins University SAIS Europe, accademico della Pontificia Accademia di Scienze Sociali.

L’appello è inoltre aperto alla condivisione della comunità scientifica tutta sul sito lascienzaalvoto.it, dove si possono trovare per esteso le firme dei componenti dei gruppi promotori (http://www.lascienzaalvoto.it/).
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