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Dieci anni senza Lucio, “architetto” della piazza Grande (e musicale) d’Italia

LUCIO DALLA CANTANTE MILLY CARLUCCI CONDUTTRICE
Tempo di lettura stimato 2 minuti

“La morte è solo l’inizio del secondo tempo…”, è una celebre frase di Lucio Dalla, uno dei più famosi cantautori italiani, scomparso (ormai) dieci anni fa.

Era il 1° marzo 2012 quando l’artista bolognese morì stroncato da un infarto, all’Hotel Plaza di Montreux, cittadina svizzera sede di uno dei Festival musicali più importanti al mondo, il Montreux Jazz Festival, dove Dalla si era esibito la sera precedente. A tre giorni dal suo 69esimo compleanno, scompariva un personaggio inimitabile, irresistibile e indecifrabile per la sua vocazione naturale a essere universi molteplici.

Un canzoniere di successo

Lucio Dalla è nato a Bologna nel 1943. Ha iniziato la sua carriera come musicista jazz, e alla fine il vero successo è arrivato nel 1977 con “Come è profondo il mare”, quando aveva 34 anni. Il suo è un canzoniere di capolavori da “4 marzo 1943” a “Piazza Grande”, passando per “Il gigante e la bambina”, “Anna e Marco”, “L’anno che verrà”, “Attenti al lupo”, tra brani famosissimi e altri nascosti tra le pieghe di un repertorio straordinario.

Per Lucio

Oggi Dalla avrebbe 79 anni e, in occasione di questo decennale, Rai3 ha trasmesso giovedì 3 marzo un documentario mai visto prima dal titolo “Per Lucio”, curato dal regista Pietro Marcello, che racconta l’immensa carriera e vita del cantautore. Un viaggio visivo e sonoro nell’immaginario poetico e irriverente dell’artista bolognese, una narrazione inedita del suo mondo attraverso le parole del fidato manager Tobia (Umberto Righi) e dell’amico d’infanzia Stefano Bonaga.

L’ultima esibizione

L’ultima volta che si è esibito dal vivo in Italia è stato nel Sanremo condotto da Gianni Morandi, il 18 febbraio 2012. Era arrivato all’Ariston, nella doppia veste di direttore d’orchestra e cantante, come padrino di Pierdavide Carone. Che ricordando Lucio Dalla qualche giorno fa, nel corso della trasmissione “Non Stop News” su RTL 102.5 ha detto: “ho la sensazione che questi dieci anni siano volati. Ho il ricordo di una presenza che è rimasta tale anche nella sua assenza poco dopo”. E il critico musicale Ernesto Assante, nel suo intervento, ha descritto il cantautore come “un uomo di grande curiosità. Lui era un intellettuale, i nostri incontri erano confronti. Lui voleva più scoprire cose di te che tu su di lui”.

Il ricordo di Lucio Dalla

Caloroso il ricordo di amici e colleghi. Gianni Morandi ha commentato su Twitter: “sono passati dieci anni da quando il mio amico più grande se n’è andato…”; mentre Ron, in un articolo su Repubblica, lo scorso 23 febbraio, scriveva: “Lucio non assomigliava a nessuno. Non ha mai inseguito un modello, un’idea di artista già esistente. E neanche di uomo. Era così unico che giorno dopo giorno, anno dopo anno, non somigliava neanche a se stesso”. Su Twitter lo ha ricordato anche il deputato di Leu, Pier Luigi Bersani, con una citazione di “Come è profondo il mare”. Che resta una canzone amata da ogni generazione, tanto che Cesare Cremonini (anche lui di Bologna) intervenendo a Rai Radio 2 ha dichiarato: “scriverò un film su Lucio Dalla e la sua Come è profondo il mare”.

L’omaggio della “sua” Bologna

A dieci anni dalla sua scomparsa, la città di Bologna ha ricordato l’indimenticabile cantautore con una gigantografia che lo ritrae insieme ad altri due grandi intellettuali e artisti della città: Pier Paolo Pasolini e Roberto Roversi, di cui ricorrono rispettivamente quest’anno i cento anni dalla nascita e i dieci anni dalla morte. La gigantografia resterà esposta fino al 15 marzo, sulla facciata di Palazzo dei Notai in Piazza Maggiore.

@L_Argomento

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