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Internazionale

Da Ramstein all’Ucraina, inizia la fase due della Nato (Mosca compresa)

Chi chiedeva la riforma della Nato l’ha avuta su un piatto d’argento: il gruppo dei 40, “battezzato” da Austin e Blinken nella base tedesca, è il nucleo della nuova alleanza atlantica

“La Russia va indebolita”. Così parlò il Pentagono all’indomani del vertice di Ramstein, quando è stato messo nero su bianco il nuovo corso della Nato. L’invasione russa dell’Ucraina ha coagulato i players in una nuova consapevolezza: chi chiedeva la riforma della Nato la sta avendo su un piatto d’argento.

La linea

Gli Stati Uniti puntano a formare un’alleanza globale per combattere Mosca: per questa ragione il segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin, dalla base dell’aeronautica militare di Ramstein in Germania na ha tratteggiato i contorni. Averli radunati lì è anche un modo per dimostrare un sostegno visibile all’Ucraina e migliorare il coordinamento dei paesi impegnati a sostenere Kiev. Linea perseguita da con fermezza Palazzo Chigi (un po’ più freddamente dall’Eliseo), che annuncia il bilaterale Biden-Draghi per il prossimo 10 maggio.

Il forum atlantico

Austin ha sottolineato che “siamo tutti determinati ad aiutare l’Ucraina a vincere oggi e a costruire la forza per domani, per assicurarci di continuare a costruire sui nostri progressi, estenderemo questo forum oltre l’oggi”. E ha aggiunto: “Sono orgoglioso di annunciare che il raduno di oggi diventerà un gruppo di contatto mensile sull’autodifesa dell’Ucraina e il gruppo di contatto sarà un veicolo per le nazioni di buona volontà per intensificare i nostri sforzi, coordinare la nostra assistenza e concentrarsi sulla vittoria della battaglia di oggi e le lotte a venire”.

Prospettive

Oltre ai paesi della NATO, il forum di Ramstein è stato allargato a Australia, Giappone, Kenya, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Tunisia. Assenti i paesi del Centro e del Sud America. Dall’inizio della guerra circa 30 paesi hanno investito 5 miliardi di dollari in attrezzature per supportare l’Ucraina. Gli Stati Uniti sono il maggiore contributore, con 3,7 miliardi.

Di fatto l’avvio del Forum di Ramstein ha sbloccato sia il nodo armi a Berlino (il governo infatti ha confermato la consegna di carri armati Gepard antiaerei all’Ucraina per voce del ministro della Difesa Christine Lambrecht) che in prospettiva anche una nuova stagione per la Nato. 

@L_Argomento

(Foto: Flickr)

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