Oldsmobile Cutlass del 1978: il restauro dopo dieci anni in garage

La Oldsmobile Cutlass del 1978 di Ed torna a funzionare dopo dieci anni in garage: il recupero di WD Detailing e la sorpresa al proprietario.

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A Ed avevano appena detto che la sua Oldsmobile Cutlass era pronta, ma che il motore non voleva saperne di partire. Poi, in lontananza, si è sentita un’accensione. Era proprio la sua auto: la Cutlass del 1978, rimasta per dieci anni in garage, stava tornando a casa anche con il motore funzionante.

Quando l’ha vista entrare in retromarcia nel vialetto, Ed non è riuscito a trattenere le lacrime. Dietro quella vettura c’erano il ricordo dello zio, al quale era appartenuta, e gli anni trascorsi a combattere un tumore alla tiroide. Il lavoro della squadra di WD Detailing, documentato in un video su YouTube, gli ha permesso di rimettersi al volante.

Un progetto interrotto dalla malattia

Ed aveva cominciato personalmente a lavorare sulla Cutlass. La diagnosi aveva però interrotto il progetto, lasciando l’auto ferma in garage per un decennio. Alla squadra ha raccontato anche il suo legame familiare con la Oldsmobile: il precedente proprietario era suo zio, morto di recente.

Per iniziare il recupero bisognava anzitutto portare fuori la vettura. Anche Ed ha partecipato all’operazione, utilizzando un ATV per trainarla all’esterno. Da lì, la Cutlass su piattaforma G-body è stata trasportata in officina, dove il gruppo ha affrontato un intervento approfondito di pulizia e cura delle finiture.

La lunga sosta aveva lasciato tracce sia sulla carrozzeria sia nell’abitacolo. Non si trattava soltanto di eliminare la polvere: c’erano contaminazioni da trattare, rivestimenti da pulire e un sedile danneggiato da affidare a uno specialista. Anche il funzionamento del motore richiedeva attenzione.

Il motore e il sospetto sulla pompa del carburante

Il ritorno su strada non era scontato. Dopo la pulizia esterna, il meccanico della squadra ha esaminato il motore. È stato aggiunto carburante nel serbatoio ed è stato effettuato un tentativo di avviamento, ma l’auto non funzionava correttamente.

In un primo momento, il sospetto si è concentrato sulla pompa del carburante. Le verifiche successive hanno però mostrato che la pompa era funzionante. Il gruppo ha quindi proseguito gli altri lavori mentre si occupava anche dei problemi meccanici.

Il risultato sarebbe diventato parte della sorpresa finale per Ed. Prima della consegna, infatti, la squadra gli avrebbe fatto credere di non essere riuscita a far ripartire il motore, preparando così la rivelazione del suo effettivo funzionamento.

La carrozzeria sotto lo sporco accumulato

Tra le prime operazioni in officina c’è stata l’apertura del bagagliaio. Al suo interno si trovavano diversi componenti dell’auto, tra cui un vano portaoggetti e pannelli delle portiere. La squadra ha liberato e pulito lo spazio, passando poi alle ruote: rimuovendo lo sporco accumulato negli anni, è tornata visibile la finitura originale.

Il lavaggio della carrozzeria con l’idropulitrice ha fatto emergere un problema sul cofano. La superficie presentava una netta separazione tra zone rosse e bianche, dovuta a una contaminazione ferrosa responsabile dell’alterazione rossastra.

Sono stati impiegati altri prodotti per la pulizia, tra cui Bubblegum Suds. Per eliminare le macchie ferrose, la squadra è intervenuta anche con carta abrasiva, precisando che questa tecnica può lasciare graffi e non è adatta ai principianti. Al termine del trattamento, gran parte dello sporco accumulato era stata rimossa.

Abitacolo, tappezzeria e dettagli dipinti a mano

All’interno, la rimozione dei sedili ha consentito di affrontare la polvere e gli altri residui lasciati dalla lunga permanenza in garage. Erano inoltre evidenti i segni della presenza di roditori che avevano trovato riparo nella vettura.

Sedili, volante e moquette sono stati sottoposti a una pulizia approfondita. Per il sedile del guidatore, danneggiato, è stato invece necessario l’intervento di un tappezziere: la riparazione è stata eseguita mantenendo uno stile coerente con quello originale.

Alle finiture esterne ha contribuito anche un esperto di pinstriping, chiamato a realizzare nuove sottili linee decorative dipinte a mano sulla Cutlass. Un lavoro distinto dalla pulizia, che ha completato il recupero dell’aspetto della vettura.

Di nuovo al volante

Concluso il progetto, la squadra è tornata a casa di Ed per annunciargli che l’auto era pronta. La finta cattiva notizia sul motore è durata soltanto fino al rumore dell’accensione: sentendolo, Ed ha capito che la sua Oldsmobile era davvero tornata a funzionare.

Alla commozione nel vederla arrivare è seguito il momento di guidarla. Dopo dieci anni di fermo, Ed si è seduto nuovamente al volante della sua Cutlass del 1978 e l’ha condotta di nuovo, ritrovando l’auto appartenuta allo zio e il progetto che la malattia lo aveva costretto a interrompere.

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2 commenti
  1. Giulio · 20/10/2026 · 3:33 PM

    Queste auto hanno un fascino che i modelli moderni difficilmente riescono a replicare. Però immagino quanto lavoro e quanta pazienza siano serviti per riportarla in strada.

  2. Emanuele · 20/10/2026 · 3:28 PM

    Dopo dieci anni ferma, sentirla ripartire dev’essere stato un momento incredibile. Bello che il restauro le abbia restituito anche il rombo del motore.

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