Movimento 17 ottobre: i manifesti su Telegram dopo i disordini di Milano

Dopo i disordini di Milano, Movimento 17 ottobre diffonde su Telegram manifesti per appuntamenti ogni sabato. Nelle chat anche minacce e tensioni.

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Una convocazione per ogni sabato, alle 15, e piazze indicate in diverse città. Dopo i disordini del fine settimana a Milano, nelle chat del Movimento 17 ottobre circolano manifesti che invitano a proseguire la mobilitazione. Nel gruppo Telegram è confluita una parte dei manifestanti coinvolti negli eventi milanesi.

La mattina del 20 ottobre 2026 vengono diffuse quelle che il gruppo presenta come le proprie locandine ufficiali. A unirle è lo slogan “Mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”. Ma dietro una comunicazione grafica condivisa, le indicazioni sull’organizzazione rimandano alle singole città.

Le decisioni affidate alle reti locali

Il calendario comune non corrisponde a una gestione unica delle iniziative. Nei messaggi viene infatti precisato che ogni città deve occuparsi autonomamente delle scelte strategiche e tattiche. Le convocazioni riportate sui manifesti vanno quindi lette insieme a questa indicazione di autonomia locale.

L’obiettivo dichiarato nelle chat è distribuire il più possibile la rete, così da rendere più difficile la repressione da parte dello Stato. In questo quadro, l’organizzazione si sposta anche su altre piattaforme, tra cui Signal, indicata come uno strumento più sicuro e criptato.

La diffusione dei gruppi sul territorio viene presentata nei messaggi come un elemento di forza. È questa l’impostazione che accompagna il tentativo di dare una forma comune alla mobilitazione, lasciando però alle realtà cittadine le decisioni operative.

Le piazze e i simboli delle locandine

I manifesti indicano piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e piazza Castello a Torino. Tra i luoghi elencati compaiono anche piazza de Ferrari a Genova e piazza Santa Maria Novella a Firenze. Per tutti, l’orario riportato è quello delle 15 del sabato.

Ogni città ha un simbolo differente. Nelle immagini figurano un carro, una falce e attrezzi legati al lavoro manuale: elementi che accompagnano il medesimo messaggio politico nelle diverse versioni delle locandine.

Tra i giovanissimi presenti nella chat si cerca anche di coordinare materiali e informazioni. Oltre alle grafiche condivise, circolano guide per manifestare e consigli su come proteggersi dai lacrimogeni della polizia.

Minacce e timori nelle chat

Il tentativo di organizzarsi convive con la moltiplicazione delle conversazioni social, posizioni contraddittorie e una presenza crescente di infiltrati. Nei gruppi arrivano anche intimidazioni esplicite, tra cui il messaggio: “Sabato vi spacco la testa”.

Tra i ragazzi del Movimento 17 ottobre emerge inoltre il timore che nascano nuovi gruppi neofascisti. In questo contesto viene citata “Insurrezione Italica”, che pubblica la fotografia di un kalashnikov accompagnandola con un richiamo al 24 ottobre e con le parole “facciamo vedere chi sono gli italiani”.

Accanto alle locandine e agli appuntamenti ricorrenti, nelle chat restano dunque visibili tensioni e messaggi minacciosi: il tentativo di costruire una rete diffusa procede in un ambiente segnato da indicazioni contrastanti.

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2 commenti
  1. Silviu · 20/10/2026 · 3:12 PM

    Mi preoccupa che le convocazioni circolino senza che sia chiaro chi se ne assuma la responsabilità. Le autorità dovrebbero vigilare, garantendo allo stesso tempo il diritto a scendere in piazza.

  2. Edoardo · 20/10/2026 · 3:10 PM

    Manifestare è un diritto, ma dopo i disordini serve una presa di distanza chiara da chi ha scelto la violenza. Altrimenti le ragioni della protesta finiscono in secondo piano.

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