Dolcetto o scherzetto: 16 caramelle della generazione boomer ancora in vendita
Dai Tootsie Rolls alle candy corn: 16 dolci di Halloween amati dai boomer e ancora in vendita, tra ricette storiche e nuove varianti.
Il bottino di Halloween può diventare una piccola macchina del tempo. Tra cioccolatini, lecca-lecca e caramelle alla cannella, molti dolci raccolti dai bambini della generazione boomer sono ancora in vendita. Alcuni conservano quasi intatti ricetta e confezione; altri affiancano all’originale nuove consistenze e varianti.
I nati tra il 1946 e il 1964 furono i primi a crescere con il “dolcetto o scherzetto” nella forma che conosciamo oggi. L’espressione inglese comparve nel 1927, ma negli Stati Uniti l’abitudine di bussare alle porte per ricevere caramelle si diffuse davvero negli anni Cinquanta. Ecco 16 protagonisti di quella tradizione che hanno attraversato le generazioni.
Cioccolato e piccoli classici da scartare
1. Hershey’s Kisses. Comparsi nel 1907, si riconoscono dalla forma conica, dall’involucro metallizzato e dalla linguetta di carta che spunta dalla sommità. Nel 1962 arrivarono incarti di colori diversi per le festività, mentre le nuove varianti iniziarono a essere introdotte nel 1972. La versione originale al cioccolato al latte resta quella legata agli Halloween dei boomer.
2. M&M’s. Il loro debutto risale al 1941, pochi anni prima della nascita dei primi baby boomer. Questa generazione ha quindi potuto conoscerli durante tutta la propria vita. Nel tempo le varietà si sono moltiplicate, ma gli M&M’s continuano a essere tra i dolci amati dai boomer.
3. Whoppers. Il cuore croccante al latte maltato, racchiuso in una pallina di cioccolato, è il loro tratto distintivo. Arrivarono sul mercato statunitense nel 1939 con il nome Giants. Fu il cambio di nome del 1949 a trasformarli nei Whoppers con cui sarebbero cresciuti i bambini della generazione boomer.
4. Tootsie Rolls. Questi dolcetti gommosi al gusto di cioccolato nacquero a New York nel 1896 e furono tra le prime caramelle vendute a un penny. Erano già popolari quando il giro delle case a Halloween prese piede. L’incarto individuale li rendeva pratici da distribuire, una caratteristica che conservano ancora.
Frutta, limone e dischetti colorati
5. Lemonheads. Gialle, dure e caratterizzate da un sapore di limone insieme dolce e acidulo, furono create nel 1962: in tempo per entrare nei sacchetti di Halloween dei boomer più giovani. L’originale viene ancora prodotto, accanto a versioni liofilizzate e a varianti morbide e gommose a forma di cordoncino.
6. SweeTarts. Il contrasto fra dolce e aspro è anche la firma di queste caramelle alla frutta, presenti dagli anni Sessanta. Oggi sono prodotte dalla Ferrara Candy Company. Alle versioni originali, disponibili anche in piccoli pacchetti adatti alla raccolta di Halloween, si sono aggiunte proposte morbide, gommose e liofilizzate.
7. Dots. Lanciate nel 1945, queste caramelle gommose alla frutta hanno mantenuto ricetta e confezione sostanzialmente invariate. La scatola gialla conteneva cinque gusti: ciliegia, limone, lime, arancia e fragola. Quell’assortimento è tuttora disponibile, insieme alle varianti introdotte nei decenni successivi.
8. Smarties. Qui il nome indica i piccoli dischetti di caramella dalla consistenza gessosa, confezionati in rotolini. A idearli fu Edward Dee, fondatore dell’azienda familiare Ce De Candy, Inc., poi ribattezzata Smarties Candy Company. Per soddisfare la richiesta, oggi l’impresa li produce 24 ore al giorno.
9. Necco Wafers. Risalgono addirittura al 1847 e si distinguono per i dischetti sottili, colorati e resistenti: sono facili da trasportare e non si sciolgono. Nel 2009 il tentativo di eliminare coloranti e aromi artificiali non piacque ai consumatori e fu abbandonato. Dopo il fallimento di Necco nel 2018, Spangler Candy Company li riportò sul mercato nel 2020.
Lecca-lecca e caramelle da masticare
10. Dum Dums. Questi lecca-lecca, introdotti nel 1924, partirono con sette gusti. Il passaggio di proprietà dell’azienda nel 1953 aprì la strada a molte altre proposte, compreso il gusto misterioso. Ogni pezzo ha il proprio involucro: una soluzione comoda per distribuirli e poi scambiarli con gli amici dopo la raccolta.
11. Sugar Daddy. La formula è semplice: caramello da masticare montato su un bastoncino. Esistono dal 1925 e, dopo diversi cambi di proprietà, sono entrati nell’orbita di Tootsie Roll Industries. Della stessa famiglia fanno parte i Sugar Babies, piccoli bocconi derivati dagli originali lecca-lecca al caramello.
12. Salt water taffy. Originarie di Atlantic City nell’Ottocento, queste caramelle sono disponibili in moltissimi colori e gusti. Contengono sale e acqua, ma non acqua di mare. Secondo un racconto sulla nascita del nome, un negozio che le vendeva sarebbe stato allagato dall’acqua salata: un aneddoto, non un’origine accertata.
Liquirizia, cannella e i colori dell’autunno
13. Good & Plenty. Sono pezzetti di liquirizia nera ricoperti da un rivestimento zuccherino, un gusto capace di dividere il pubblico. Nati nel 1893, sono stati prodotti senza interruzioni: appartengono quindi ai marchi di caramelle più antichi ancora realizzati continuativamente.
14. Hot Tamales. Rosse, gommose e dal sapore intenso di cannella, arrivarono negli anni Cinquanta. Il nome richiama i tamales, ma aspetto e gusto non hanno nulla in comune con quel piatto. Sono la proposta della lista per chi cerca una nota piccante anche nei dolci.
15. Chick-O-Sticks. Burro di arachidi e cocco tostato compongono questi bastoncini arancioni e friabili, sviluppati negli anni Cinquanta. In origine si chiamavano Chicken Bones: a parte il nome, sono rimasti sostanzialmente gli stessi.
16. Candy corn. La combinazione di tre colori autunnali le lega immediatamente a Halloween. Quando il “dolcetto o scherzetto” si diffuse, l’azienda che le produceva le promosse proprio come caramelle della festa. Da allora sono rimaste tra le più vendute e hanno persino una giornata dedicata: il National Candy Corn Day, il 30 ottobre.

Per me il bello di Halloween è proprio questo: ritrovare sapori che fanno parte dei ricordi di famiglia. Alcune caramelle, però, oggi le trovo decisamente troppo dolci.
Mi fa sorridere pensare che alcune caramelle siano rimaste uguali per decenni. Adesso mi è venuta voglia di fare un giro al negozio per vedere quali riconosco.