Richard Rawlings: quali auto colleziona, dalle Ford classiche alle Ferrari Testarossa
Nel garage di Richard Rawlings: Mustang classiche, Ferrari V12 da tenere e due Testarossa trasformate, tra sei ruote e propulsione elettrica.
Una Mustang con appena 1.036 miglia e una Ferrari Testarossa trasformata in un progetto a sei ruote possono convivere nello stesso garage. Succede da Richard Rawlings, il volto di Fast N’ Loud, la cui raccolta di automobili va ben oltre le muscle car americane e le hot rod.
A mostrarla è una puntata della serie YouTube Open Garage del Petersen Automotive Museum, realizzata durante una visita al Gas Monkey Garage di Dallas. Tra vetture conservate, trasformazioni radicali e ricordi personali, Rawlings racconta un mondo nel quale non tutte le auto hanno lo stesso ruolo: alcune sono destinate a restare con lui, altre fanno parte delle vetture che potrebbero essere vendute.
Le Ferrari che Rawlings vuole tenere
Per capire quali siano le sue preferite, si può partire da due Ferrari che Rawlings distingue esplicitamente dalle auto disponibili per la vendita. La prima è una 599 GTB Fiorano nera del 2009, acquistata intorno al 2013; la seconda è una 812 GTS entrata più recentemente nella raccolta.
Entrambe hanno il motore V12 anteriore ed entrambe, spiega Rawlings, appartengono alla sua collezione personale. Non sono dunque semplici presenze di passaggio nel garage, ma vetture che intende conservare.
È una distinzione importante durante il tour: vedere un’automobile negli spazi di Gas Monkey non significa necessariamente che faccia parte del nucleo permanente della collezione. Nel caso di queste due Ferrari, però, Rawlings chiarisce le proprie intenzioni.
Due Mustang, tra conservazione e legami personali
Sul fronte Ford, a catturare l’attenzione è una Mustang del 1968 con 1.036 miglia. Rawlings la presenta come l’esemplare documentato con il chilometraggio più basso al mondo. La vettura monta un motore a sei cilindri e, secondo il suo racconto, conserva ancora gli pneumatici originali, accompagnati da un’ampia documentazione relativa all’auto.
Il dato sulle miglia è quindi soltanto una parte della sua storia: nel presentarla, Rawlings insiste anche sugli elementi conservati e sui documenti che la accompagnano. Il primato resta un’affermazione attribuita a lui.
Un’altra Mustang ha invece un valore affettivo. Si tratta della replica della Mustang del 1968 apparsa nel film del 1999 The Thomas Crown Affair. Rawlings l’aveva costruita nel 2007 per un cliente, che in seguito gliel’ha regalata. È così tornata nelle sue mani una vettura alla cui realizzazione aveva lavorato personalmente.
Le Testarossa diventano progetti estremi
Se le Ford raccontano conservazione e ricordi, due Ferrari Testarossa mostrano il lato più radicale del garage. Sono entrambe autentiche Testarossa, ma sottoposte a interventi che ne cambiano profondamente la configurazione.
La prima è in fase di trasformazione in una vettura a sei ruote. Secondo Rawlings, il progetto prevede un V8 LT4 sovralimentato da circa 1.000 cavalli, con entrambi gli assi posteriori motrici. Non si tratta quindi soltanto di aggiungere una coppia di ruote: anche la meccanica è parte centrale dell’intervento.
La lavorazione aveva inizialmente coinvolto collaboratori in Francia. Insoddisfatto dei risultati, Rawlings ha però deciso di riportare il progetto all’interno di Gas Monkey. Il team sta completando l’auto con sospensioni su misura, freni Wilwood e un abitacolo ampiamente riprogettato.
La seconda Testarossa segue una strada completamente diversa. È stata privata del tetto e del gruppo motopropulsore originale, sostituito da una propulsione elettrica. Anche la posizione di guida è cambiata: il sedile del conducente si trova ora al centro. Rawlings precisa che serviranno ulteriori lavori prima di poterla riportare su strada.
Dal dragster ai ricordi di Burt Reynolds
Il resto della visita conferma quanto siano diversi i veicoli riuniti a Dallas. Ci sono una Lincoln Zephyr del 1939 rimasta in gran parte originale, un van personalizzato del 1977 a tema piratesco e diverse hot rod tradizionali.
Tra le presenze più insolite compare anche un dragster a due posti che, stando a Rawlings, è immatricolato e assicurato per circolare sulle strade del Texas.
Il racconto non si ferma alle automobili. Rawlings ripercorre la propria crescita nell’ambiente delle hot rod di Dallas e ricorda le riprese con Burt Reynolds. Mostra inoltre un cappello ricevuto in dono dall’attore, che considera uno dei suoi oggetti più preziosi: un ricordo personale che trova spazio accanto alle vetture del garage.

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