Ungheria: scandalo Pegasus, respinti i quesiti referendari del partito Momentum

Ungheria: scandalo Pegasus, respinti i quesiti referendari del partito Momentum

La Commissione elettorale nazionale (Nvb) dell'Ungheria ha respinto i quesiti referendari del movimento politico Momentum sullo scandalo Pegasus.

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Ungheria: scandalo Pegasus, respinti i quesiti referendari del partito Momentum
Lo ha reso noto l’agenzia di stampa “Mti”. Nessuno dei cinque quesiti ha superato il vaglio dell’organo, ha dichiarato Miklos Hajnal, membro del partito.

Le domande che Momentum avrebbe voluto sottoporre all’elettorato magiaro sono: siete d’accordo che i servizi di sicurezza nazionale possano raccogliere informazioni segrete solo su autorizzazione di un giudice?; siete d’accordo che la raccolta di informazioni per la sicurezza nazionale debba essere soggetta a obiettivi precisi e a condizioni normative dettagliate?; siete d’accordo che la riservatezza delle confessioni, la segretezza della difesa, la dignita’ umana non possano essere violate nella raccolta di informazioni?; siete d’accordo che se il servizio di sicurezza nazionale non ottiene l’autorizzazione di un giudice per la raccolta gia’ cominciata per casi eccezionali, il destinatario della stessa debba essere informato?; siete d’accordo che il Parlamento debba richiedere alla Commissione permanente sulla sicurezza nazionale di indagare sullo scandalo Pegasus e richiedere al ministro della Giustizia di riferire sulle sue attivita’ di autorizzazione nell’esercizio dei suoi doveri di sicurezza nazionale?.

Contro la decisione è possibile fare appello entro 15 giorni.

A luglio un’inchiesta internazionale condotta da diverse testate giornalistiche ha svelato l’esistenza di una banca dati di circa 50 mila numeri di telefono selezionati per il monitoraggio mediante lo spyware Pegasus.

L’elenco è stato condiviso con media quali “The Washington Post”, “Suddeutsche Zeitung” e “The Guardian”. In Ungheria ha collaborato all’inchiesta il portale investigativo “Direkt36”.

Lo spyware, usato per sorvegliare altri giornalisti ungheresi e critici del governo di Viktor Orban in anni recenti, permette di accedere a messaggi, foto e video salvati sul dispositivo intercettato e di accendere da remoto il microfono e la telecamera del telefono.
Ungheria: scandalo Pegasus, respinti i quesiti referendari del partito Momentum

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