Salvini a giudizio per Open Arms, aveva ragione Palamara

Salvini a giudizio per Open Arms, aveva ragione Palamara

Rinviato a settembre il processo per l’ex ministro dell’Intero, comparirà in aula a Palermo

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Salvini a giudizio per Open Arms, aveva ragione Palamara
C’è un magistrato che ha deciso di entrare di peso sulle decisioni politiche; per la prima volta un ex ministro viene giudicato nel merito delle sue azioni politiche, compiute nell’ambito delle decisioni assunte dal suo Ministero, quello degli Interni, e dalla Presidenza del Consiglio.

La notizia del rinvio a giudizio di Matteo Salvini, con l’accusa di aver sequestrato 147 migranti a bordo di Open Arms impedendo il loro sbarco nell’estate del 2019, irrompe sul bilancio di una settimana politica che ha comunque visto coprotagonista il leader leghista.

Gli effetti stanno già lievitando. Si capirà dalle reazioni dei partiti, delle istituzioni e dell’opinione pubblica, oltre che dall’andamento del dibattimento, se il processo gia’ fissato per il 15 settembre davanti la seconda sezione della Corte d’assise di Palermo, rappresenterà per l’ex ministro dell’Interno un vulnus o un volano politico. In un crescendo di prese di posizioni valutazioni, smarcamenti e accuse, il rinvio a giudizio di Salvini si è immediatamente sovrapposto al braccio di ferro sulle riaperture e sulla gestione dell’emergenza sanitaria ed alimenta un nuovo fronte di contrapposizione all’interno del Governo, in particolare fra Lega e i 5 Stelle, sul rovente capitolo della giustizia. 

Fiduciosa in un chiarimento si è detta l’avvocata Giulia Bongiorno, difensore di Matteo Salvini.
“Io riproporrò in tribunale quanto ho detto in udienza preliminare. Ho documentato che ci sono errori oggettivi anche nel capo di imputazione perché nessuna limitazione della libertà c’è stata.

La nave poteva andare ovunque. Aveva centomila opzioni. Ci sarà solo una dilatazione di tempi, ma alla fine emergerà la verità”. Più amaramente esplicito il diretto interessato: “Come è finita? L’aveva già detto Palamara: Salvini ha ragione ma bisogna fermarlo.

Mi auguro che a settembre verrò giudicato da magistrati indipendenti. Per certi versi sono contento perché a processo emergeranno tutti i comportamenti e verrà chiarita la verità”. Da tutto il centrodestra è una levata di scudi: “Bisogna adesso mandare a giudizio tutto il governo a partire da Giuseppe Conte”, dicono Gasparri e Tajani da Forza Italia.

Contraccolpi per l’esecutivo? Probabili, ma secondo gli ambienti parlamentari non destabilizzanti. Perché’ gli antagonisti politici dei 5 Stelle, dall’ex Premier Conte, ai Ministri delle Infrastrutture e della Giustizia Toninelli e Bonafede, ai quali Salvini addebita un concorso nella decisione di non fare sbarcare i migranti, non sono più in carica. Per il Presidente del Consiglio Mario Draghi, anzi, lo spostamento del focus politico dalle riaperture e dai ristori, ai nuovi fronti dell’immigrazione e della giustizia potrebbe consentire di concentrarsi sulle comunicazioni di metà settimana prossima al Senato, in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa.

Come conferma anche la svolta giudiziaria di Salvini, Palazzo Chigi e partiti seguono sempre più rotte diverse.
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