Nuova Ilva accelera, domani cda, Bernabè presidente

Nuova Ilva accelera, domani cda, Bernabè presidente

Entrano Cao e Mapelli, confermata Morselli con il ruolo di Ad

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Nuova Ilva accelera, domani cda, Bernabè presidente
Accelera la nuova Ilva e con l’assemblea di domani verrà nominato il nuovo consiglio di amministrazione con Franco Bernabè alla presidenza e Lucia Morselli amministratore delegato.

Dopo il via libera del Tesoro all’aumento di capitale di 400 milioni di euro di Invitalia, che così detiene il 38% di quote azionare e il 50% dei diritti di voto della nuova societa’, prende forma Acciaierie d’Italia. L’assemblea deve nominare sei consiglieri, tre in quota Arcelor Mittal Italia e tre in quota governo. La rosa del governo, che ancora ieri non era completa, sarà composta oltre che da Bernabè, da Stefano Cao, ad uscente di Saipem, e Carlo Mapelli, docente del Politecnico di Milano.

Dopo lo sblocco del dossier dell’ex Ilva e la nascita della partnership pubblico-privata, la nuova societa’ dovrà ora affrontare tutti i nodi lasciati in sospeso per la gestione del più grande stabilimento siderurgico d’Europa a Taranto.

Sull’occupazione, Acciaierie d’Italia dovrà rassicurare i sindacati che continuano a mostrare preoccupazione sia sul fronte della sicurezza sia sul fronte di cassaintegrazione ed esuberi. ll lavoratore di Taranto, Riccardo Cristello, licenziato da Arcelor Mittal per un post sui social, è stato ricevuto dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il quale, a quanto si apprende, avrebbe spiegato le eccezionalità delle ragioni del suo intervento nei giorni scorsi, perché’ non si comprometta un clima gia’ difficile, mostrando apprezzamento per l’apertura dei vertici di ArcelorMittal, con l’auspicio di un esito positivo del confronto.

Sull’ex Ilva preme poi il completamento del piano ambientale, che dovrà essere aggiornato dopo le modifiche del piano industriale.

E infine c’è il capitolo giudiziario, con la decisione del Consiglio di Stato che dovrebbe arrivare il 13 maggio prossimo sullo stop dell’area a caldo, la parte più inquinante dello stabilimento di Taranto, chiesto dal sindaco della città.

La volontà del governo è di “rilanciare e riconvertire, in chiave “green”, il sito siderurgico dell’Ilva” e l’accordo siglato a dicembre tra Invitalia e Arcelor Mittal, prevede che con un secondo aumento fino a 680 milioni di euro da parte di Invitalia entro maggio 2022, la quota in mano allo Stato aumenterebbe al 60%, mentre ArcelorMittal dovrebbe investire fino a 70 milioni per mantenere il 40% e il controllo congiunto della societa’.

Ma tutto questo è subordinato al verificarsi di determinate condizioni sospensive come la revoca di tutti i sequestri penali dello stabilimento e l’assenza di misure restrittive, nell’ambito dei procedimenti penali in cui Ilva è imputata nei confronti di Acciaierie d’Italia Holding o di sue societa’ controllate.
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