Connect with us

Hi, what are you looking for?

In evidenza

Migranti all’assalto di Ceuta e Melilla

Tensioni fortissime alla frontiera tra le due città autonome spagnole e il Marocco

Migranti all’assalto di Ceuta e Melilla

Migranti all’assalto di Ceuta e Melilla
Un incessante flusso di migranti provenienti dal Marocco continua ad arrivare, dalla notte di lunedí, nelle cittá autonome spagnole di Ceuta e Melilla. La playa del Tarajal (Ceuta), al confine tra Spagna e Marocco, ha visto finora piu´di 10.000 persone giungere a nuoto, coprendo una distanza di circa 7 chilometri.

Le forze militari di guardia alla frontiera si sono attivate per gestire un esodo dalle dimensioni enormi. Il Ministro degli Interni spagnolo, Fernando Grande-Marlaska ha rassicurato che si stanno utilizzando tutti i mezzi per proteggere le frontiere nazionali e che si applicheranno i trattati internazionali e le convenzioni esistenti tra i due Paesi.

Il Presidente del governo Pedro Sanchez, appresa la notizia, ha cancellato il suo viaggio a Parigi per un vertice sul finanziamento ai paesi africani, organizzato dal presidente Emmanuel Macron e, dopo aver ribadito la fermezza della Spagna nel bloccare il flusso migratorio contando sulla collaborazione del governo marocchino, è partito alla volta di Ceuta dove lo attendeva il ministro Marlaska assieme al presidente della città autonoma, Juan Jesús Viva. Un gruppo di manifestanti ha accolto con grida di protesta l’arrivo degli esponenti del governo, accusandoli di cattiva gestione dei rapporti col Marocco.

Leaders politici dell’opposizione si sono pronunciati in tal senso: Santiago Abascal di Vox, parla di ‘invasione’ di migranti e Pablo Casado del PP accusa Sanchez di aver incrinato i rapporti diplomatici col Marocco.

Come sempre accade nelle situazioni di gravi crisi, le forze dell’opposizione lanciano accuse al governo in carica, ed alcuni politologi, sostengono che ci sia un fondo di verità. Lo stesso Sanchez ha dichiarato che “Non si tratta di una crisi migratoria, ma di una sfida di sovranità che investe il governo nazionale e non lascia spazio nè tempo per recriminazioni di partito. La Spagna deve restare unita”.

Il ministro degli Interni Marlaska ha inviato l’esercito, la Polizia Nazionale e la Guardia Civil per aiutare la polizia frontaliera a gestire la situazione, assicurando la collaborazione con la Comunidad di Ceuta e dichiarando che non permetterà posizioni di odio contro i migranti. E’ anche vero che gli abitanti di Ceuta, come prima reazione, si sono chiusi in casa, temendo rappresaglie (ci sono stati lanci di pietre e di gas lacrimogeni), i negozi non hanno aperto, i ragazzi non sono andati a scuola, e si sono sospese le vaccinazioni del Covid.

La Croce Rossa si trova in prima linea e sta dando tutto il supporto possibile, dalle cure sanitarie agli aiuti alimentari : si cerca di distribuire i migranti tra una nave ancorata a largo di Tarajal, il centro di accoglienza già al collasso, e lo stadio di Ceuta, che è stato aperto appositamente. La maggior parte si tratta di giovani minorenni e bambini al di sotto dei 10 anni, per i quali, il trattato internazionale tra Spagna e Marocco del 1992 non consente il rimpatrio; infatti finora dei 10.000 migranti arrivati, ne sono stati mandati indietro circa 5.600.

Per quanto assurdo possa sembrare gli sviluppi della situazione fanno pensare che l’ondata migratoria sia frutto di una ‘politica promozionale’ partita da Rabat, che avrebbe incitato la popolazione marocchina a passare la frontiera, dichiarando che fosse priva di controlli, per operare una forte pressione al governo spagnolo, reo di non aver appoggiato (come invece fatto dalla Francia e dagli Stati Uniti di Trump) la questione della sovranità del Marocco sul Sahara.

Sembrerebbe che il re del Marocco Mohamed VI non abbia ‘perdonato’ ad aprile scorso l’accoglienza da parte della Spagna del leader del Frente Polisario indipendentista Brahim Ghali, avvenuta per ragioni sanitarie e sotto falso nome, a tutela della privacy, secondo quanto allora dichiarato dalla ministra degli esteri spagnola Arancha González Laya.

Brahim Ghali, presidente de la República Árabe Saharaui Democrática (RASD), è da anni in aperta lotta contro il governo marocchino per l’indipendenza del Sahara, ed e’ stato posto in stato di accusa (e non ancora processato) per crimini di guerra e violazione di diritti umani a danno di coloro che avevano una visione politica differente dal Polisario.

L’incontro di ieri tra la ministra degli esteri spagnola Laya e l’ambasciatrice marocchina Karima Benyaich si è risolta in un nulla di fatto e quest’ultima è stata richiamata nel suo paese per consultazioni.

Appare evidente che si tratti di una questione articolata e di non rapida soluzione, almeno per quanto attenga alle relazioni diplomatiche tra Spagna e Marocco, anche se il presidente Sanchez ha ribadito di voler mantenere rapporti di amicizia data la posizione geografica che obbliga entrambi i Paesi al mutuo rispetto delle frontiere.

Piuttosto sarebbe necessaria l’assunzione di una posizione ferma da parte della EU sul tema delle politiche migratorie, che, invece rimangono nella pratica un problema dei Paesi in prima linea, quali Spagna o Italia.

Le ultime notizie fanno sperare in un allentamento delle tensioni, poichè la polizia frontaliera marocchina ha iniziato a collaborare con la spagnola coordinando il rientro in patria dei suoi connazionali, mentre a Melilla la situazione è piu’ controllata, dato che gli ingressi ammontano a circa 300 persone.

Purtroppo quello che resta evidente è la sofferenza delle migliaia di migranti, vittime innocenti di un progetto piu’ grande di loro.
Migranti all’assalto di Ceuta e Melilla

Shortlink: https://bit.ly/2QDGq11

Articoli Correlati

Internazionale

Menia (Fdi): "In fondo Macron non ha fatto lo stesso al confine di Ventimiglia quando i francesi scaricavano i migranti portati sui furgoni della...

Politica

In questa intervista a L’Argomento parla Arturo Scotto, coordinatore di Articolo Uno: “E’ chiaro che la sinistra torna a vincere se si riappropria della...

Politica

Il portavoce della presidente Von Der Leyen, Eric Mamer, gela il nostro premier: “Nel piano RePowerEU c’è già la possibilità offerta ai paesi UE...

Politica

In vista delle politiche 2023, Enrico Letta è chiamato a rimettere insieme i litigiosi esponenti dei partiti del centrosinistra. Il segretario del Pd si...