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Internazionale

Inizia la battaglia su Kiev e spunta Schröder: svolta o dramma?

Il lobbista che lavora in Gazprom e Rosneft entra in gioco, dopo il flop turco di Antalya nelle stesse ore in cui si inasprisce il conflitto nella capitale. Si teme un attacco in stile Mariupol

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Da un lato inizia la battaglia Kiev, con la resistenza ucraina che non cede e dall’altro si registra la novità Schröder al tavolo dei negoziati, dopo il fallimento del vertice di Antalya. Il lobbista che lavora in Gazprom e Rosneft entra in gioco, dopo il flop turco nelle stesse ore in cui si inasprisce il conflitto nella capitale. Si teme un attacco in stile Mariupol.

Kiev

Sono falliti i due attacchi lanciati dai militari russi a est e a ovest della capitale ucraina, a dimostrazione di una strategia forse troppo ottimistica messa in atto da Mosca. Le imboscate della resistenza ucraina stanno facendo molti danni alle truppe di Putin, compresa a morta del colonnello Andrei Zakharov, comandante del reggimento di carri armati, uno dei capi sul campo. Per questa ragione si teme che la furia russa possa replicare l’attacco drammatico contro l’ospedale pediatrico di Mariupol.

Mariupol

Quest’ultima, pur circondata dalle forze russe, è ancora in mano ucraina, con la resistenza antiaerea che ha colpito 4 Su-25 russi e due elicotteri russi nell’ultima giornata. Al momento le perdite russe ammonterebbero a 12.000 soldati, 335 carri armati, 81 elicotteri e 49 aerei. Mentre Mosca parla di 2.900 infrastrutture militari ucraine distrutte.

Schröder

L’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder è a Mosca per provare a tessere una tela di trattative, ma non si tratterebbe di un’iniziativa concordata con il governo federale . Gli ucraini gli hanno chiesto di mediare, anche perché l’ex cancelliere vanta una lunga amicizia con il presidente russo e negli ultimi anni ha lavorato molto in quell’area. E’a capo del consiglio di amministrazione di Nord Stream 2 e vanta collaborazioni con colossi come Gazprom e Rosneft. La posizione di Berlino è molto delicata in questo frangente, dal momento che importa più della metà del suo gas dalla Russia.

Di contro la Russia sta minacciando la nazionalizzazione delle compagnie: infatti sempre più aziende occidentali si stanno ritirando dal mercato russo e Mosca pensa ad una reazione di pancia.

@L_Argomento

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