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Il “Ritratto del giovane Mozart” clonato in 3D torna a Verona

La replica presentata oggi durante la conferenza “Il giovane Mozart a Verona e il suo ritratto d’occasione al clavicembalo”, promossa dai Musei Civici di Verona. Il Ritratto di W.A. Mozart all’età di 13 anni (Giambettino Cignaroli, 1770) è la testimonianza più conosciuta e riconoscibile del compositore e musicista austriaco ed è stata l’elemento centrale dei festeggiamenti mozartiani veronesi fin dalla prima edizione del 2020. Il dipinto, di proprietà di un collezionista privato straniero, è stato eccezionalmente esposto a Verona dal 14 maggio al 10 ottobre 2021, nella Galleria delle Sculture del Museo di Castelvecchio, grazie a un’idea sviluppata con Fondazione Cariverona e Accademia Filarmonica di Verona.

In occasione del quinto appuntamento delle conferenze 2021-2022 promosse dalla Direzione Musei Civici – in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona e con il sostegno degli Amici dei Civici Musei di Verona, oggi nella Sala convegni del Palazzo della Gran Guardia, viene presentata la replica ad altissima definizione del Ritratto di W.A. Mozart all’età di 13 anni realizzata da Haltadefinizione, tech company di Franco Cosimo Panini Editore, e dal laboratorio artigiano B. Restauro di Reggio Emilia per la creazione della cornice, fedelissima all’originale.

Durante l’incontro Giorgio Fossaluzza, storico dell’arte docente dell’Università di Verona, e Michele Magnabosco, bibliotecario conservatore dell’Accademia Filarmonica di Verona, presenteranno nuove prospettive di approccio sull’attribuzione dell’opera e sulla sua iconografia musicale che potranno essere da stimolo a ulteriori futuri approfondimenti. Infine Luca Ponzio, fondatore di Haltadefinizione, illustrerà i dettagli dell’operazione di acquisizione digitale e stampa 3D.

La superficie del dipinto è stata ripresa con un sistema robotizzato sviluppato da Haltadefinizione insieme al partner tecnologico Memooria, in grado di mappare l’opera in tutte le sue forme grazie alle tecnologie di digital imaging studiate per il monitoraggio dei dipinti. Il procedimento utilizzato ha consentito di rilevare la matericità dell’opera e restituire un’impronta tridimensionale con precisione nell’ordine della decina di micron. Grazie ai dati ottenuti, è stato possibile attuare un processo di stampa 3D innovativo, attraverso il quale la superficie pittorica è stata fedelmente duplicata in termini fisici e cromatici, dando forma a un vero e proprio clone identico all’originale.

“Siamo felici di aver dato il nostro contributo in occasione delle ricorrenze dedicate a Mozart” afferma Luca Ponzio, fondatore della tech company. “Rendere le opere d’arte fruibili al grande pubblico, siano esse repliche fisiche o digitali, è uno dei nostri obiettivi e ci impegniamo ogni giorno per migliorare e sviluppare nuove tecnologie di digitalizzazione e stampa”. I modelli tridimensionali rappresentano un’importante fonte di informazioni per la ricerca e il monitoraggio delle opere, ma possono essere intesi come un modo innovativo per fruire dell’arte sfruttando la possibilità di osservare la tridimensionalità della superficie in un modello virtuale oppure creando delle riproduzioni fisiche.

@L_Argomento

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