Covid: Coldiretti, chiusi 2 ristoranti su 3

Covid: Coldiretti, chiusi 2 ristoranti su 3

In gioco il 25% del Pil, si fanno i conti con nuove chiusure

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Covid: Coldiretti, chiusi 2 ristoranti su 3.
Il cambio di colore di molte regioni porta a una ulteriore riduzione del numero dei ristoratori attivi.

Sono infatti gli ultimi momenti di relax al tavolo o al bancone in bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi prima del blocco anti Covid che coinvolge oltre 2 locale su 3 (66%) lungo la Penisola che si colora in zona rossa o arancione, mentre sono 12mila i servizi della ristorazione che possono rimanere aperti la sera in Sardegna in zona bianca.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione della nuova mappa dei colori che scatta da lunedì, dove restano gialle solo la Valle d’Aosta, la Liguria, il Lazio, la Calabria, la Puglia e la Sicilia.

La possibilità di apertura serale a cena – sottolinea la Coldiretti – vale l’80% del fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi duramente provati dalla chiusure forzate.

Ancora più grave – continua la Coldiretti – la situazione nelle zone rosse ed arancioni dove è sempre proibito il servizio al tavolo e al bancone con un ulteriore colpo a bar, ristoranti e agriturismi che travolge a valanga interi comparti dell’agroalimentare Made in Italy, con vino e cibi invenduti per un valore stimato dalla Coldiretti in 11,5 miliardi.

La drastica riduzione dell’attività – sostiene la Coldiretti – pesa infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Ma ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma dal vino ai salumi ai formaggi.

Si stima che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino non siano mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali, costretti ad un logorante stop and go senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili.

Nell’attività di ristorazione – rileva la Coldiretti – sono coinvolti circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi, ma le difficoltà si trasferiscono a cascata sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

Si tratta di difendere – conclude Coldiretti – la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi, pari al 25% del Pil nazionale. 

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