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Cosa si muove al centro in attesa delle urne (anticipate?)

GIOVANNI TOTI. SULLO SFONDO UNA FOTO DI MATTEO RENZI E SILVIO BERLUSCONI

In piena crisi del governo Draghi, una carrellata delle principali posizioni politiche centriste, quasi tutte di ispirazione liberale e che alle prossime elezioni potrebbero essere l’ago della bilancia della sfida tra centrodestra e centrosinistra. Iniziative che vanno da Italia al Centro di Giovanni Toti a Coraggio Italia di Luigi Brugnaro, passando per Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi, sempre autoproclamatisi autonomi ed alternativi, ma a cui il Pd di Enrico Letta non rinuncia, soprattutto in questa fase di eclissi del M5S.

Italia al Centro di Toti

Solo una settimana fa si teneva la prima convention nazionale di Italia al Centro, movimento fondato dal governatore ligure Giovanni Toti. Toti ha messo insieme amministratori e sostenitori, ma anche sindaci, parlamentari, ministri, leader ed esponenti politici di altri partiti, con l’obiettivo di avviare un dialogo sui temi al centro dell’agenda politica, in vista delle prossime elezioni, che ora potrebbero rivelarsi ancora più prossime, qualora dovesse cadere il governo Draghi.

“Faremo un programma per uscire dal gioco delle coppie e delle alleanze. Oggi parliamo di cosa serve al Paese, come politica industriale, finanziaria, estera, economica, ambientale, diritti delle donne. Tutti grandi temi che sono sul tavolo ma che lasciano il campo sulle geometrie su centri e centrini” ha dichiarato Toti alla convention, ricordando che quello di Italia al centro è “il mondo dei progressisti, dei liberali, di chi vuol fare le cose e si trova in una condizione in cui politica non ha più quella conformazione netta e cristallina della seconda repubblica ma in qualche modo, come fosse una foresta pietrificata, non riesce a cambiare se stessa per costruire qualcosa di diverso”.

Davanti ad un parterre in cui era presenti, tra gli altri, il senatore Gaetano Quagliariello, il Sindaco di Genova Marco Bucci, ma anche Clemente Mastella o il presidente del Pel, Francesco Patamia, oltreché ministri come Roberto Cingolani e Mariastella Gelmini, Toti ha, però, anche chiaramente dichiarato il suo apprezzamento per Luigi Di Maio e per Beppe Sala ed ha teso una mano a Matteo Renzi e Carlo Calenda: “il dialogo parte dai fatti e dai progetti. Io dico agli amici di Azione e di Italia Viva: mettiamo le cose una dietro l’altra e poi vediamo”.

Coraggio Italia di Luigi Brugnaro

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e leader di Coraggio Italia, ha recentemente dichiarato a Formiche.net: “Ma io non sono un esperto di politica come loro. Io sto in mezzo alla gente, tra i lavoratori”, dimostrando di voler andare ad intercettare l’elettorato degli scontenti, degli astenuti e di quanti si sono allontanati dalla politica: “Ora la priorità deve essere quella di dare all’Italia una prospettiva a lungo termine. Per i giovani, verso il futuro”.

Con una chiara idea di dove guardare però: ”La mia orbita rimane quella del centrodestra. Quella è la mia naturale collocazione. Anzi, mi auguro che tra Berlusconi, Meloni e Salvini torni la serenità, perché quella deve essere l’area culturale che dovrà governare il Paese per i prossimi 10 anni. Se mi vorranno, io ci sarò”, perché “se stare al centro significa poi virare verso sinistra, mi dispiace ma non ci sto. Ci vuole coraggio, non paura.”

Italia Viva di Matteo Renzi

Il leader di Italia Viva è al lavoro su un terzo polo progressista, riformista e anti populista, che dovrebbe ricalcare le orme della formazione di Renew Europe che “può essere la casa di molti”. Renzi guarda con molto interesse sia al sindaco di Milano Beppe Sala, sia all’amico/nemico Carlo Calenda, che è stato nel suo governo ministro allo sviluppo economico.

In una recente intervista a La Stampa, a proposito di Sala, ha così dichiarato: “una figura che può essere protagonista nella creazione di un terzo polo equidistante, che sarebbe numericamente più forte di uno schieramento alleato con il solo Pd. Con Sala ci sono tanti amministratori locali riformisti che si unirebbero”. E di Calenda, ha invece detto: “L’accordo riformista serve a tutti, anche a Calenda. I candidati civici sono andati bene ma la lista di Azione da sola non va molto lontano. A tempo debito sarà naturale per tutti abbandonare gli egoismi e costruire una casa comune, che vada a doppia cifra.”

Azione di Carlo Calenda

Calenda, nel suo intervento alla convention di Italia al Centro, ha ribadito che quella di Azione, alle prossime politiche, sarà una corsa solitaria: “Noi andremo indipendenti alle prossime elezioni qualunque sia la legge elettorale. Toti, ti voglio bene. Ma la prossima volta che ti sento dire che Di Maio è bravo mi arrabbio parecchio perché non se po’ sentì” a rimarcare la propria contrarietà a qualunque apparentamento con il M5S di Conte ma anche con Insieme per il Futuro di Di Maio.

E, a questa corsa in solitaria, Calenda si prepara organizzando una kermesse a Milano, il prossimo 24 settembre: “Il centro è il contrario di tutto questo, il centro liberale è il luogo delle scelte nette e delle persone perbene. Su questo possiamo essere insieme ma la scelta spetta a voi”. Un’occasione che dovrebbe essere la premessa per la costituzione di un nuovo soggetto politico, un partito unico del liberalismo italiano. A tal fine si è già costituito il “Comitato di Garanzia dei liberali democratici repubblicani europei”, composto dallo stesso leader di Azione, dall’economista Carlo Cottarelli, ma anche da Benedetto Della Vedova di +Europa e persino da Oscar Giannino. L’obiettivo è quello di creare un partito autonomo, un terzo polo “del buon governo”, alternativo al campo largo del centrosinistra targato Pd e al centrodestra a guida FdI. Il perno del progetto di Calenda sarà nella Fondazione Luigi Einaudi: Azione e +Europa vogliono portare avanti un vero e proprio progetto federativo liberal-progressista, completamente autonomo sia dalla destra che dalla sinistra.

Le reazioni di Forza Italia

Per le aspirazioni centriste, però, la strada non sembra affatto priva di ostacoli. In primis, le diatribe tra alcuni esponenti: Calenda contro Di Maio oppure Mastella contro Calenda e le divergenze fra Calenda e Renzi, ma soprattutto per le parole che Silvio Berlusconi ha rivolto in occasione della convention di Toti.

In un videomessaggio il Cavaliere ha infatti dichiarato: “vorrei ricordare a questi signori e a tutti i cittadini che il centro siamo noi”, perché “il centro è Forza Italia, che in Italia è un partito indispensabile perché costituisce la testimonianza e la continuazione della tradizione liberale, della tradizione cristiana, della tradizione garantista, della tradizione europeista, dei principi e dei valori della società occidentale”. Per dirla con le parole di Antonio Tajani, la convention di Italia al Centro e tutte le ipotesi di nuovi poli centristi rischiano di essere solamente “l’ennesima sfilata di generali senza truppe“.

@L_Argomento

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