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Buon compleanno Joseph Beuys

Cento anni di Joseph Beuys, una vita da film

Buon compleanno Joseph Beuys

Buon compleanno Joseph Beuys
Ricorre questa settimana il centesimo compleanno di Joseph Beuys, figura emblematica dell’arte contemporanea, così come la intendiamo oggi.

Tedesco di origin, precisamente di Krefeld, nasce nel 1921 ma soltanto più avanti libererà il suo estro creativo iniziando ad indentificarsi nella professione di artista.

Così come accadeva regolarmente per ogni giovane, si arruola con l’esercito tedesco, cominciando così la sua carriera militare.

Sarà proprio un episodio cruciale durante una missione a far cambiare rotta alla vita di Joseph Beuys.

Nel 1944 infatti, l’aereo da combattimento sul quale si trovava come operatore radio/mitragliere si schianta al suolo a causa di un’improvvisa tempesta di neve; l’artista però si salverà.

Joseph Beuys viene soccorso da un gruppo di nomadi tartari e curato da sciamani che adoperano pratiche della loro particolare medicina.

Sarà proprio questa circostanza ad aprire le porte di un nuovo mondo a Jospeh Beuys, che venuto a contatto con questo mondo particolare, sente la necessita di stabilire un legame più profondo e armonico con la natura, tanto da guadagnarsi il soprannome di sciamano dell’arte attribuitogli dalla critica.

Nel 1945 è fatto prigioniero dagli inglesi sul finire del conflitto. Sono infatti le vicende legate alla guerra che segnano profondamente la vita dell’artista che nella seconda metà degli anni Cinquanta cade in una profonda crisi interiore.

Da questo momento in poi si dedica alla vita artistica fino ad ottenere la cattedra di scultura all’università di Düsseldorf, dove resterà per qualche anno e dove avvia la sua carriera da scultore appunto.

Nel 1972 Joseph Beuys si trasferisce in Italia, a Bolognano, in provincia di Pescara, invitato dai coniugi Lucrezia De Domizio e Buby Durini, committenti fondamentali per la produzione artistica di Beuys; così come l’incontro avvenuto con Alberto Burri nel 1980.

Molto noto anche negli Stati Uniti, Beuys diviene amico ed estimatore di Andy Warhol che può essere considerato, in un certo senso, la sua antitesi ideologica ma anche l’artista che, insieme a lui, rappresenta le linee fondamentali dell’arte visiva del secondo dopoguerra.

Nel 1981 infatti è uno dei primi artisti a rispondere alla chiamata del gallerista Lucio Amelio per il quale realizza un’installazione, “Terremoto in Palazzo”, ora parte della collezione della Reggia di Caserta e rappresentativa della produzione dell’artista, composta da tavoli da lavoro trovati nelle zone terremotate, ai quali aggiunge elementi di vetro e ceramica che comunichino l’idea della fragilità e dell’equilibrio precario.

Joseph Beuys è ricordato però soprattutto per la sua lungimiranza in merito ai temi oggi cardine della produzione artistica contemporanea, quali ecologia, biodiversità e salvaguardia dell’ambiente, fu infatti fondamentale il suo contributo per la fondazione del movimento dei Verdi, partito politico filo ecologico, in Germania.

Nel 1982, invitato a partecipare alla settima edizione della grande esposizione “Documenta” che si svolge ogni cinque anni nella città tedesca di Kassel, egli ha espresso la sua sensibilità ai temi di ecologici e naturalistici, con una delle sue opere più suggestive: 7000 querce.

Si tratta di un’installazione molto particolare a forma di un grande triangolo posto davanti al Museo Federiciano della città e composto da 7000 pietre di basalto, ognuna delle quali “adottabile” da un potenziale acquirente.

Il ricavato della vendita di ogni pietra è servito, nel corso degli anni, a piantare una quercia. L’operazione, terminata ufficialmente l’anno seguente alla morte di Joseph Beuys avvenuta nel 1986, deve ancora essere ultimata, dal momento che occorrerebbero circa trecento anni prima che le 7000 querce diventino il grande bosco immaginato dall’artista il quale, però, oltrepassando addirittura i limiti della sua stessa esistenza, è riuscito a trasformare un’azione ordinaria e spesso banale, come quella di piantare alberi, in un grande rito collettivo capace di evocare i significati più profondi del rapporto fra l’uomo e la natura.
Buon compleanno Joseph Beuys

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