Funerali di Agostino Conigliaro: l’addio in basilica a Sant’Angelo Lodigiano e chi era

A Sant’Angelo Lodigiano i funerali di Agostino Conigliaro, 39 anni. Il ricordo degli amici, il pensiero per il figlio Enea e l’inchiesta ancora aperta.

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Far conoscere a Enea, quando sarà grande, il ragazzo che suo padre era stato per gli amici. È uno degli impegni affidati a una lettera letta durante i funerali di Agostino Conigliaro, celebrati al mattino nella basilica di Sant’Angelo Lodigiano. Un saluto nel quale il dolore dei familiari e della comitiva di un tempo si è intrecciato al desiderio di custodire i momenti felici vissuti insieme.

Conigliaro aveva 39 anni ed era padre di Enea. È morto all’ospedale Maggiore di Lodi dopo essere stato soccorso nel corso di un intervento dei carabinieri nel quartiere Albarola. Sulle circostanze del decesso sono ancora in corso gli accertamenti della Procura di Lodi. In basilica, chi gli voleva bene ha scelto soprattutto di ricordarne l’amicizia, gli scherzi e le risate condivise.

Il saluto tra musica, palloncini e magliette con la sua foto

Gli amici hanno partecipato alla cerimonia indossando magliette bianche con una fotografia di Agostino e il messaggio: “Finché vivremo noi, vivrai anche tu”. Un modo per esprimere anche visivamente il legame raccontato davanti alla bara, tra lacrime e abbracci.

Al termine del funerale, l’addio è proseguito fuori dalla basilica. Sono stati lasciati volare palloncini di colore bianco e azzurro, accompagnati da canzoni neomelodiche. Tra i brani risuonati c’era anche “Cchiù bell ’e ’na stella” di Andrea Zeta.

Sul marciapiede, nel punto in cui il sagrato incontra la strada, sono stati fatti esplodere fuochi d’artificio per salutare Conigliaro.

La lettera degli amici e il pensiero per il figlio

Durante la funzione, alcuni amici sono saliti all’altare per leggere un ricordo dedicato agli anni trascorsi insieme. Al centro della lettera c’erano l’infanzia e una comitiva che si ritrovava con la spensieratezza di chi aveva ancora tutta la vita davanti.

Di fronte alla bara hanno espresso il desiderio di poterlo avere nuovamente accanto, anche soltanto per pochi minuti. A quel rimpianto hanno affiancato una promessa: non permettere che gli interrogativi ancora aperti prendano il posto dei ricordi più belli.

Continueranno quindi a raccontare gli scherzi di Agostino e a sorridere ripensando alle sue battute. La memoria dell’amico sarà anche un dono per Enea: attraverso le loro parole, sperano che il figlio possa un giorno conoscere quella parte della vita del padre che loro hanno condiviso.

La lettura si è chiusa con un messaggio sulla forza di un’amicizia che, per loro, non si interrompe con la morte. Dalla basilica è arrivato un applauso.

Anche don Enzo Raimondi ha rivolto un pensiero di conforto alla famiglia. Il sacerdote ha richiamato la speranza cristiana di ritrovarsi, affidando alla fede l’immagine di Agostino nella gioia della vita eterna e la possibilità, un giorno, di tornare a vivere e ridere insieme in Paradiso.

Gli accertamenti sulla morte

Accanto al lutto resta aperta l’inchiesta. Conigliaro è deceduto lunedì 12 ottobre, dopo il soccorso avvenuto durante l’intervento dei carabinieri all’Albarola e il successivo arrivo all’ospedale Maggiore di Lodi.

L’autopsia è stata effettuata giovedì a Pavia. Per conoscerne i risultati potrebbero servire fino a sessanta giorni: le circostanze della morte restano dunque al centro degli accertamenti della Procura lodigiana.

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1 commenti
  1. Davide · 20/10/2026 · 10:57 AM

    Colpisce il pensiero di raccontare a Enea chi fosse suo padre per gli amici. Un modo tenero per tenere viva la sua memoria.

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