Tari a Codogno: gli obblighi per chi ospita persone oltre 60 giorni
A Codogno gli ospiti che restano oltre 60 giorni vanno conteggiati per la Tari. Come funziona la dichiarazione e quali verifiche avvia il Comune.
Un ospite che si ferma a lungo può cambiare il calcolo della tassa sui rifiuti, anche se non risulta residente nell’abitazione. A Codogno, chi accoglie una persona per oltre 60 giorni deve comunicarne la presenza perché venga considerata ai fini della Tari. Il Comune ha avviato una procedura per informare i cittadini di questo obbligo e verificarne il rispetto.
Non si tratta di una disposizione appena introdotta: la previsione è contenuta nel regolamento comunale dal 2014, ma finora aveva trovato un’applicazione limitata. Ora l’amministrazione punta a rendere più puntuale il conteggio delle persone effettivamente presenti nelle abitazioni.
Come funziona la dichiarazione per gli ospiti
La procedura mette in raccordo gli uffici del Comune e il comando della Polizia locale. Quando viene segnalata un’ospitalità, gli agenti fanno firmare una dichiarazione che chiarisce anche le conseguenze sulla tassa rifiuti: se la permanenza supera i 60 giorni, la persona accolta viene inclusa nel conteggio degli occupanti utilizzato per determinare il tributo.
I cittadini indicano quanto durerà il soggiorno, mentre la Polizia locale svolge controlli a campione. Attraverso questo passaggio, l’amministrazione vuole raccogliere informazioni più precise sulla durata effettiva dell’ospitalità e sulla partenza dell’ospite.
È proprio la permanenza nell’alloggio il punto su cui si concentra l’iniziativa. La persona accolta, infatti, può non avere la residenza nell’immobile: una circostanza che rischia di lasciare la sua presenza fuori dai conteggi ordinari.
Perché la presenza incide sulla Tari
Il calcolo della Tari tiene conto di due elementi: la superficie della casa e il numero di chi la occupa. Per questo, quando un soggiorno oltrepassa la soglia prevista dal regolamento, la comunicazione serve ad adeguare l’importo alla presenza dell’ospite.
L’iniziativa è stata illustrata in sala giunta dal sindaco Francesco Passerini e dall’assessore al Bilancio Elena Ardemagni. La finalità indicata dagli amministratori è distribuire in modo più equo il costo del servizio, evitando che i rifiuti prodotti da presenze non conteggiate pesino sulla collettività e su chi versa regolarmente la tassa.
Circa 160 ospiti registrati, verifiche anche sul passato
Le persone ospitate attualmente registrate sono circa 160. Oltre alla gestione delle segnalazioni, il Comune sta esaminando le situazioni pregresse, per capire se esistano posizioni che devono essere regolarizzate.
Ardemagni ha ricostruito l’origine della disposizione, inserita nel 2014 con l’articolo 15 bis del regolamento sulla tassa rifiuti. In passato l’ospitalità riguardava soprattutto soggiorni temporanei per matrimoni, eventi, scambi culturali o visite ai familiari.
Secondo quanto illustrato dall’amministrazione, negli ultimi anni il fenomeno è aumentato. Da qui la decisione di rafforzare l’applicazione della regola già esistente, affiancando l’informazione agli ospitanti a verifiche più puntuali sulle permanenze.

È giusto che il numero delle persone presenti venga considerato, ma le regole dovrebbero essere spiegate in modo chiaro a tutti.