Asp Valsasino, Francesca Laura Fancelli rinuncia all’aumento: le difficoltà economiche dell’ente
All’Asp Valsasino Fancelli rinuncia all’aumento da 90mila a 159mila euro. Il contributo regionale ha coperto le perdite, ma restano difficoltà strutturali.
I posti sono sempre occupati, la domanda di assistenza è elevata, ma i conti restano difficili da far quadrare. È il quadro dell’Asp Valsasino, dove la direttrice generale Francesca Laura Fancelli ha rinunciato all’aumento del proprio compenso, giudicandolo incompatibile con le condizioni economiche dell’azienda.
La scelta porta al centro una questione che non riguarda soltanto la retribuzione della dirigente: come mantenere l’equilibrio finanziario di una struttura che continua a rispondere a una forte richiesta di servizi.
La rinuncia a un compenso da 159mila euro
L’incremento previsto da una delibera regionale avrebbe fatto passare il compenso annuo lordo di Fancelli da 90mila a 159mila euro. La direttrice ha però deciso di non accettarlo. La decisione è stata formalizzata dal Consiglio il 12 ottobre.
Le ragioni sono contenute nella relazione ufficiale della stessa Fancelli. La direttrice descrive una condizione economica difficile, concreta e non transitoria: in questo scenario, ha ritenuto l’applicazione dell’aumento a proprio favore una scelta inopportuna e non sostenibile per l’ente.
La rinuncia si colloca dunque all’interno di un problema di bilancio più ampio, sul quale è intervenuto anche il presidente Davide Panzetti, facendo il punto sulla situazione e sulle prospettive dell’Asp.
Posti pieni, ma il bilancio resta in difficoltà
La struttura dispone di 60 posti per la riabilitazione e 80 di Rsa. Secondo quanto riferito da Panzetti, la richiesta è alta e i posti disponibili risultano costantemente occupati. Il pieno utilizzo, tuttavia, non basta a garantire la tenuta dei conti.
Il presidente riconduce le difficoltà al sistema con cui vengono finanziate le aziende di servizi alla persona. Una criticità che, nella sua ricostruzione, va oltre la domanda di prestazioni e riguarda il funzionamento economico delle Asp.
Il sostegno regionale ha coperto le perdite
Un aiuto è arrivato da Regione Lombardia, che ha riconosciuto all’ente un contributo straordinario di 2 milioni e 450mila euro. Le risorse hanno permesso di ripianare le perdite, senza però risolvere le difficoltà strutturali.
Panzetti ha descritto un anno complesso e ha spiegato che, dall’insediamento, il lavoro è rivolto a individuare come migliorare la situazione. Resta da trovare un equilibrio tra la sostenibilità economica e la continuità dell’assistenza offerta da un presidio importante per il territorio.

Se i posti sono sempre occupati e la domanda cresce, forse è il momento di discutere seriamente di come finanziare questi servizi. La rinuncia all’aumento è un segnale, ma non può bastare.
Un gesto apprezzabile, soprattutto in una fase in cui l’ente fatica a far quadrare i conti. Però servono anche soluzioni strutturali per garantire un’assistenza adeguata.