Birre IPA: come distinguere double e triple tra alcol e luppolo

Double e triple IPA a confronto: gradazione alcolica, amarezza, aromi e storia delle due varianti, con le etichette che le rappresentano.

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Il luppolo le accomuna, ma è soprattutto la gradazione alcolica a separarle. Tra double e triple IPA, la differenza non si riduce a una gara di amarezza: entrambe spingono sull’intensità del gusto e degli aromi, mentre le triple portano ancora più in alto il contenuto di alcol.

Per orientarsi fra queste due varianti delle India Pale Ale conviene quindi osservare due indicatori distinti: l’ABV, che esprime la percentuale di alcol in volume, e gli IBU, che misurano l’amarezza. I numeri aiutano a capire cosa aspettarsi, ma raccontano aspetti diversi della birra.

La differenza più evidente è nella gradazione

Una IPA tradizionale si colloca generalmente intorno al 5-7,5% di alcol. Le double IPA, indicate anche con la sigla DIPA e conosciute come Imperial IPA, salgono invece in una fascia che va dal 7,5% al 10%.

Con le triple IPA, o TIPA, si compie un ulteriore passo: la gradazione è tipicamente del 10,5% o superiore. È questo il divario numerico più netto fra le due varianti, entrambe più alcoliche rispetto alle IPA abituali.

Le denominazioni double e triple identificano dunque versioni che amplificano i caratteri dello stile. Non cambia soltanto la presenza dell’alcol: vengono accentuate anche le componenti legate al luppolo, con l’amarezza e le note aromatiche che caratterizzano questa famiglia di birre.

Perché triple non significa necessariamente più amara

Sul fronte dell’amarezza, la distinzione è meno marcata. La scala IBU, International Bitterness Unit, misura questo parametro da 0 a 120. Una IPA può trovarsi indicativamente fra 30 e 70 IBU, con differenze legate al sottostile.

Double e triple raggiungono spesso valori elevati, da circa 60 fino a 100 IBU. Le fasce, quindi, si sovrappongono: i valori riportati non delineano per le triple un intervallo di amarezza separato da quello delle double, come avviene invece per la gradazione tipica.

Anche il profilo aromatico parte da una base comune. Il carattere luppolato delle IPA può esprimere richiami al pino, agli agrumi e alla frutta tropicale. Nelle DIPA e nelle TIPA questi elementi vengono intensificati insieme alla componente amara.

Per distinguerle, leggere soltanto gli IBU non basta. L’ABV resta il riferimento più immediato per capire il salto fra le due categorie, mentre il dato sull’amarezza descrive un’altra dimensione della loro intensità.

Le etichette che rappresentano i due stili

Fra le double IPA, Pliny the Elder di Russian River Brewing Company è un riferimento che ha contribuito a definire lo stile. Accanto a questa etichetta figurano Big Little Thing Imperial Hazy IPA di Sierra Nevada e Voodoo Ranger Imperial IPA di New Belgium Brewing.

Un altro nome è Victrix Squatch Juicy Imperial IPA di No-Li Brewhouse, che ha ottenuto un riconoscimento di vertice ai World Beer Awards 2026.

Nel gruppo delle triple, Russian River è presente con Pliny the Younger. Altri esempi sono Triple Sunshine di Lawson’s Finest Liquids, Notorious di Boneyard Beer e Hoptimum di Sierra Nevada: etichette appartenenti alla variante dalla gradazione più elevata.

Due interpretazioni giovani, con una storia comune

Le origini delle IPA sono britanniche e vengono fatte risalire probabilmente al XVIII secolo, anche se altre ricostruzioni collocano la nascita dello stile negli anni Trenta dell’Ottocento. Double e triple sono molto più recenti e, per le prime produzioni commerciali, vengono spesso associate allo stesso birraio: Vinnie Cilurzo.

Nel 1994 Cilurzo realizzò Inaugural Ale presso Blind Pig Brewing, a Temecula, in California: la prima double IPA disponibile in commercio. Nel 1997 passò a Russian River Brewing Company, dove avrebbe prodotto Pliny the Elder.

La tappa successiva arrivò nel 2005, quando preparò a Russian River la prima triple IPA, Pliny the Younger. Con questa birra contribuì ad avviare un’altra ondata di interesse per le interpretazioni più intense delle IPA.

Come avvicinarsi a double e triple IPA

Per chi non è abituato a gradazioni e livelli di amarezza così elevati, un primo approccio può essere una degustazione di piccoli assaggi da condividere con un amico in birrificio, anziché scegliere subito una porzione intera.

È un modo per esplorare aromi e amarezza prima di decidere quale birra ordinare, tenendo presente che entrambe le categorie hanno un contenuto alcolico superiore a quello di una birra tipica.

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1 commenti
  1. Alberto · 19/10/2026 · 9:37 PM

    Interessante che la differenza non sia solo nell’amarezza: guarderò l’ABV la prossima volta che scelgo una IPA.

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