Jensen Interceptor S4 del 1992: all’asta un raro esemplare della gran turismo

Una Jensen Interceptor S4 del 1992 su Bring a Trailer: V8 Chrysler, circa 20.000 km indicati e una rarità dichiarata da verificare nei documenti.

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Le forme appartengono a un’altra epoca, ma l’anno di costruzione è il 1992. La Jensen Interceptor S4 proposta su Bring a Trailer racconta un capitolo poco conosciuto della gran turismo britannica: quello di una produzione ripresa dopo il fallimento della casa originaria e proseguita, in numeri estremamente ridotti, fino agli anni Novanta.

L’esemplare viene presentato nell’annuncio come l’ultimo della serie e come una delle circa 15 vetture realizzate. Sono indicazioni che ne definiscono il richiamo collezionistico, ma richiedono una precisazione: sia il numero di esemplari sia lo status di ultima costruita provengono dall’inserzione, non da un registro indipendente.

Una S4 passata dalla Germania agli Stati Uniti

La vettura porta il numero di telaio 170/2016 ed è una versione “saloon” con guida a sinistra. Alla carrozzeria verde si abbina un abitacolo rivestito in pelle color cuoio, mentre il grande portellone posteriore vetrato e avvolgente conserva uno degli elementi più riconoscibili dell’Interceptor.

La prima consegna avvenne a un cliente in Germania. L’auto trascorse successivamente un periodo in Danimarca, prima di arrivare negli Stati Uniti dopo il 2018. Il concessionario che oggi la propone in vendita l’ha acquistata nel 2025.

Attualmente si trova in Illinois ed è accompagnata da un titolo di proprietà della Florida. Il contachilometri indica circa 20.000 chilometri: si tratta del valore riportato dallo strumento, il dato disponibile per questo esemplare.

Insieme all’auto vengono offerti un album fotografico dell’assemblaggio, una valigetta Jensen dotata di serratura, un corredo di attrezzi e alcuni ricambi. L’album documenta dunque anche la fase di costruzione, oltre alla storia dei successivi spostamenti riportata nell’annuncio.

V8 Chrysler e comfort da gran turismo

Sotto il cofano si trova un V8 Chrysler da 360 pollici cubi con alimentazione a iniezione. La potenza raggiunge le ruote posteriori attraverso un cambio automatico a tre rapporti e un differenziale autobloccante. Secondo quanto dichiarato dal venditore, la trasmissione è una Chrysler TorqueFlite A727.

La configurazione mantiene così l’abbinamento tra carrozzeria di disegno europeo e meccanica americana che caratterizzava il modello. All’esterno compaiono cerchi in lega da 16 pollici, quattro fari anteriori e un cofano con feritoie.

Nell’abitacolo trovano posto sedili anteriori Recaro riscaldabili e regolabili elettricamente, previsti come dotazione originale sulle S4. Completano l’equipaggiamento il volante Nardi con corona in legno, l’aria condizionata e un’autoradio Pioneer con lettore di cassette.

Come l’Interceptor arrivò fino al 1992

Per capire la particolarità di questa Jensen occorre tornare al 1966, quando debuttò l’Interceptor. Il progetto univa una carrozzeria disegnata in Italia, un V8 Chrysler big-block e il caratteristico portellone vetrato, all’interno della formula di una gran turismo a due porte.

Nella stessa famiglia, la Jensen FF portò su strada anche la trazione integrale e i freni antibloccaggio. Il fallimento dell’azienda, a metà degli anni Settanta, interruppe però la vicenda della casa originaria e della sua grande GT.

La continuità arrivò attraverso Jensen Parts and Service, nata dopo il dissesto. Nel 1978 il manager Ian Orford ne era diventato proprietario; nel 1983 presentò la versione che sarebbe stata conosciuta come Series 4.

Gli interventi comprendevano cornici dei fari riviste, maniglie delle portiere modificate e un nuovo spoiler anteriore inferiore. Secondo l’inserzione, da questa ripresa produttiva uscirono circa 15 automobili entro il 1992. La S4 mantenne quindi il disegno di origine anni Sessanta ben oltre la stagione della prima Interceptor.

Le condizioni segnalate e i dettagli dell’asta

La rarità dichiarata non è l’unico aspetto da considerare. L’annuncio segnala ossidazione sui cerchi e corrosione su diversi componenti del sottoscocca, elementi da valutare insieme alla documentazione relativa alla produzione e alla posizione di questo telaio nella serie.

Nei commenti all’inserzione erano inoltre comparse richieste di chiarimenti sul funzionamento dell’aria condizionata e di un video dimostrativo delle funzioni elettriche. Il venditore aveva annunciato l’arrivo di un filmato: la richiesta, da sola, non costituisce una conferma di guasti a questi impianti.

L’asta non viene presentata come una vendita senza riserva. Nell’aggiornamento del 20 ottobre 2026, l’offerta indicata era di 35.000 dollari, mentre la chiusura era fissata per venerdì 23 ottobre alle 17:30, ora della costa orientale degli Stati Uniti.

Sull’inserzione originale di Bring a Trailer sono disponibili la galleria fotografica, un video dell’avviamento a freddo e la discussione con il venditore: il materiale da esaminare per approfondire condizioni e caratteristiche di questa tarda Interceptor.

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2 commenti
  1. Antonio · 20/10/2026 · 4:26 PM

    Linee così eleganti oggi si vedono raramente. Mi incuriosisce sapere quanto raggiungerà all’asta, soprattutto se davvero si tratta dell’ultimo esemplare.

  2. Leonardo · 20/10/2026 · 4:24 PM

    Ha un fascino incredibile: sembra arrivare direttamente dagli anni Settanta, e invece è del 1992. Interessante anche questa storia della produzione ripresa in pochi esemplari.

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