Incidente Tesla a Fairfield: il conducente dichiara che dormiva con il Full Self-Driving attivo

A Fairfield una Tesla ha colpito una pattuglia, ferendo due agenti. Il conducente dice che dormiva con FSD attivo: i dati devono confermarlo.

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La Tesla ha attraversato un tratto di autostrada chiuso al traffico e ha tamponato una pattuglia con due agenti a bordo. Il conducente, un uomo di 22 anni di Sacramento, ha poi dichiarato agli investigatori che stava dormendo e che il Full Self-Driving era inserito. È il punto ancora da verificare nell’incidente avvenuto poco prima della mezzanotte di martedì 13 ottobre, sulla Interstate 80 in direzione est, vicino a Fairfield, in California.

Secondo la California Highway Patrol (CHP), entrambi gli agenti hanno riportato ferite gravi, mentre il giovane ha subito lesioni lievi. I dati della Tesla dovranno ora chiarire se il sistema di assistenza fosse effettivamente attivo e che cosa sia accaduto prima dell’urto.

Le immagini mostrano l’impatto, non lo stato del sistema

La ricostruzione dispone già di un video, pubblicato dalla CHP su Instagram giovedì 15 ottobre. CBS Sacramento lo ha descritto come un filmato di 36 secondi composto dalle riprese di due dashcam: quella della pattuglia colpita e quella di un altro veicolo presente sul posto.

Le immagini, secondo le emittenti che le hanno trasmesse, mostrano la Tesla arrivare a velocità sostenuta e urtare posteriormente l’auto degli agenti. Non permettono però di sapere che cosa comparisse sullo schermo della vettura o se il conducente avesse ricevuto richieste di riprendere il controllo.

Il sergente Andrew Barclay, portavoce della CHP, ha spiegato a KQED che gli investigatori intendono acquisire i dati del veicolo e le registrazioni delle telecamere di bordo. Questi elementi dovrebbero consentire di ricostruire velocità, eventuali avvisi e stato del sistema. Per ora, l’attivazione del Full Self-Driving è riferita soltanto dal conducente.

La pattuglia era sul posto per un incidente mortale

Gli agenti stavano lavorando su un altro schianto, avvenuto circa un’ora prima a ovest di Air Base Parkway. Secondo quanto riferito dalla CHP a CBS Sacramento, un diciannovenne di San Pablo aveva perso il controllo di una Honda Civic, successivamente colpita da una Chevrolet Tahoe. Il giovane era morto.

Per svolgere gli accertamenti, la polizia aveva chiuso quattro corsie in direzione est utilizzando coni e segnalatori luminosi a combustione. All’interno dell’area si trovava la Dodge Charger di servizio poi tamponata dalla Tesla.

La CHP sostiene che la vettura sia entrata nella zona interdetta a velocità autostradale. Come riportato da ABC7 San Francisco, per l’agenzia l’auto non avrebbe reagito ai coni, ai segnalatori o alle luci di emergenza.

Sul posto c’erano quattro agenti. I due che si trovavano dietro la pattuglia sono riusciti a spostarsi, mentre quelli seduti nell’abitacolo sono rimasti feriti. KQED ha riferito che entrambi sono stati dimessi da un ospedale di Fairfield il giorno successivo. La stessa testata ha riportato che gli accertamenti non hanno rilevato nel conducente uno stato di alterazione. Le identità delle persone coinvolte nel secondo incidente non sono state diffuse.

Che cosa richiede il Full Self-Driving “Supervised”

Negli Stati Uniti Tesla presenta oggi il pacchetto con il nome Full Self-Driving (Supervised). La precisazione richiama un requisito essenziale: chi è al volante deve continuare a sorvegliare la guida.

Nel messaggio pubblicato insieme al video, la CHP ha ricordato che il prodotto non rende il veicolo completamente autonomo. Si tratta di un sistema di assistenza di livello 2 nella classificazione SAE: può gestire sterzo, frenata e accelerazione, ma il conducente deve osservare la strada ed essere pronto a intervenire immediatamente.

Anche la pagina statunitense del prodotto Tesla descrive la possibilità di guidare quasi ovunque subordinandola alla supervisione umana. La CHP ha quindi ribadito che la tecnologia non elimina la responsabilità di chi conduce il veicolo.

Accertamenti aperti anche sulle possibili contestazioni

Secondo KQED, la CHP sta concentrando l’attribuzione di responsabilità sul conducente, non su Tesla. Resta però da individuare quale norma applicare. Barclay ha spiegato che non esiste una disposizione specifica sul dormire mentre è in funzione un sistema di guida automatizzata e che gli investigatori stanno esaminando le leggi esistenti.

La CHP può inoltre chiedere al Department of Motor Vehicles (DMV) la revoca della patente; il dipartimento può intervenire anche autonomamente. Al 19 ottobre, secondo la verifica di The Auto Wire, non risultavano annunciati arresti, contestazioni formali o provvedimenti del DMV nei confronti del giovane.

L’ufficio CHP dell’area di Solano sta indagando su entrambi gli incidenti. Tesla non ha risposto alla richiesta di commento di KQED.

I precedenti, senza confondere Autopilot e FSD

Gli urti contro mezzi di soccorso erano già stati oggetto di un’indagine federale. Nell’agosto 2021 la NHTSA aveva avviato un esame preliminare su 11 incidenti, avvenuti dal 2018, nei quali Tesla con Autopilot o Traffic-Aware Cruise Control avevano colpito veicoli presenti su scene di intervento. Molti erano avvenuti al buio, in presenza di segnalazioni luminose e coni.

L’indagine era confluita nel richiamo di circa due milioni di vetture del dicembre 2023 relativo ad Autosteer. L’aggiornamento software a distanza aveva introdotto ulteriori avvisi e la possibilità di sospendere la funzione per chi li ignorava ripetutamente. Quel procedimento riguardava Autopilot, non Full Self-Driving, e l’incidente di Fairfield non è stato collegato ad alcun difetto.

Anche i nomi commerciali sono stati contestati. Nel dicembre 2025 il DMV californiano aveva giudicato ingannevoli e contrari alla legge statale gli usi di “Autopilot” e “Full Self-Driving Capability”, perché le vetture non erano autonome. In febbraio, il dipartimento aveva comunicato che Tesla aveva eliminato “Autopilot” dal marketing californiano, evitando una sospensione di 30 giorni delle licenze di vendita e produzione. Per Fairfield, invece, la verifica decisiva resta quella dei dati della vettura.

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