Cremona, due ragazzini denunciati per i messaggi in chat: nessun assalto in città

Nessun assalto a Cremona dopo l’allarme in chat. Denunciati due studenti di 14 e 15 anni per istigazione a delinquere e procurato allarme.

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L’allarme correva in chat, ma a Cremona non si è verificato alcun assalto. La mattina del 20 ottobre 2026, per la quale erano stati diffusi inviti a occupare scuole e provocare disordini, è trascorsa senza le violenze annunciate. Per due studenti di 14 e 15 anni, individuati dalla Digos come amministratori del gruppo, sono invece scattate le denunce per istigazione a delinquere e procurato allarme.

I messaggi avevano prospettato danneggiamenti a scuole, supermercati e proprietà dello Stato. Mentre gli investigatori lavoravano per identificare chi gestiva la chat, la polizia ha predisposto controlli nelle zone sensibili della città, con particolare attenzione all’area della stazione ferroviaria.

I controlli nel luogo previsto per il raduno

Proprio vicino alla stazione avrebbe dovuto svolgersi il concentramento dei manifestanti. In piazzale delle Tranvie gli agenti hanno controllato circa quaranta giovani, quasi tutti stranieri. Alcuni avevano precedenti per reati contro il patrimonio.

I giovani sono stati successivamente allontanati dalla zona. Alla Questura non era stato presentato alcun preavviso di manifestazione, un elemento di cui la polizia ha tenuto conto nell’intervento.

Il dispositivo di ordine pubblico ha interessato anche piazze e strade con esercizi pubblici, centri commerciali e spazi adiacenti alla stazione. I servizi comprendevano identificazioni e verifiche preventive, finalizzate a seguire l’evoluzione della situazione e a sorvegliare i luoghi ritenuti sensibili.

Le indagini sui due amministratori

La Digos ha lavorato per tutta la giornata del 19 ottobre per risalire agli amministratori del gruppo denominato “OCCUPAZIONE SCUOLE CREMONA 19/10/2026”. Nella chat erano comparsi diversi messaggi che sollecitavano occupazioni degli istituti scolastici, disordini e danni.

Gli accertamenti hanno portato a individuare due minorenni, entrambi residenti a Cremona e studenti di istituti della città: un quattordicenne romeno nato a Brescia e un quindicenne senegalese nato a Crema. Sono loro i destinatari delle denunce per istigazione a delinquere e procurato allarme.

La posizione di un terzo amministratore è stata invece chiarita dagli investigatori. Si tratta del fratello ventiquattrenne del ragazzo di 15 anni, titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato. È risultato estraneo alla vicenda: era soltanto l’intestatario dell’utenza utilizzata dal fratello minore.

Che cosa è stato sequestrato nelle abitazioni

Nell’ambito degli accertamenti sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni dei due ragazzi. La polizia ha sequestrato materiale informatico utile a proseguire le indagini.

Durante le ricerche sono stati trovati e sequestrati anche due passamontagna, una pistola giocattolo priva del tappo rosso, una maschera bianca e un paio di guanti neri. Il sequestro dei dispositivi e degli altri oggetti si inserisce nell’attività investigativa avviata dopo la diffusione dei messaggi.

Una borsa con pietre nel parcheggio vicino alla stazione

Un altro intervento è avvenuto nel tardo pomeriggio del 19 ottobre, durante i servizi di prevenzione e controllo del territorio disposti dal questore. Le Volanti sono intervenute dopo una segnalazione relativa alla presenza di persone sospette in un parcheggio multipiano vicino alla stazione ferroviaria.

Nel parcheggio gli agenti hanno rinvenuto una borsa contenente pietre di varie dimensioni, subito sequestrate. Su questo ritrovamento sono in corso accertamenti della Digos per individuare i responsabili.

L’allarme per i disordini annunciati non si è dunque tradotto in un assalto alla città. Restano le denunce per i due minorenni e le indagini sui materiali recuperati durante gli interventi della polizia.

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2 commenti
  1. Giulio · 20/10/2026 · 4:19 PM

    A quattordici e quindici anni forse non si misura fino in fondo il peso di certi messaggi. Bene intervenire, ma sarebbe importante anche capire cosa li ha spinti a farlo.

  2. Federico · 20/10/2026 · 4:18 PM

    Per fortuna l’allarme non si è trasformato in violenza. Spero che si chiarisca bene il ruolo dei ragazzi e che la vicenda serva a responsabilizzare tutti.

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