Tesla Model S, motore riparato con un ricambio Mercedes da 70 dollari: come è stato possibile
Una Tesla Model S torna operativa con un sensore Mercedes da 70 dollari, evitando un motore da 5.500. La compatibilità e il complesso intervento.
Tra un preventivo da 5.500 dollari e una Tesla Model S destinata a un’asta per veicoli da rottamare c’era un componente molto meno costoso: un sensore da circa 70 dollari, disponibile presso una concessionaria Mercedes-Benz. È il ricambio con cui lo youtuber automobilistico Samcrac è riuscito a far tornare operativo il motore anteriore della sua auto, senza sostituire l’intera unità.
Il prezzo del pezzo, però, racconta soltanto una parte della vicenda. Per raggiungerlo è stato necessario smontare il grande pacco batteria, affrontare diversi imprevisti e lavorare attorno a componenti ad alta tensione. Il risultato del successivo test su strada ha indicato che il problema iniziale era stato risolto.
Perché il ricambio Mercedes andava bene sulla Tesla
La spiegazione si trova nella parentela tecnica tra due auto elettriche. La Mercedes-Benz Classe B elettrica utilizzava un motore fornito da Tesla e condivideva con la Model S di Samcrac il sensore necessario per questa riparazione.
Si tratta del sensore encoder dell’unità motrice anteriore: rileva la velocità del motore e trasmette le informazioni all’inverter. Se il segnale diventa inaffidabile, il veicolo disattiva il motore interessato. Un guasto a questo componente può quindi impedire il funzionamento dell’unità, senza che sia necessario cambiarla per intero.
Una volta raggiunto il sensore difettoso, Samcrac ha scoperto che poteva acquistare il ricambio attraverso la rete Mercedes-Benz per circa 70 dollari. La compatibilità derivava dunque da un componente condiviso, non da un adattamento improvvisato.
Il preventivo che aveva messo in discussione l’acquisto
Samcrac aveva comprato la Model S ormai datata per 10.300 dollari. In origine l’auto era costata più di 140.000 dollari e comprendeva optional importanti, tra cui l’aggiornamento Ludicrous Speed da 10.000 dollari.
L’acquisto aveva assunto un altro significato quando il motore anteriore aveva iniziato a disattivarsi durante la guida. Sul cruscotto compariva un avviso e le ruote anteriori smettevano di ricevere potenza.
La diagnosi a distanza di Tesla aveva indicato la necessità di sostituire tutto il motore anteriore. Il preventivo, pari a 5.500 dollari, superava la metà della cifra pagata per l’intera vettura. Samcrac aveva quindi parcheggiato l’auto in un campo e l’aveva proposta in vendita a un’asta per veicoli da rottamare.
Prima di accettare un’offerta, però, aveva trovato un video del canale dedicato alle riparazioni elettriche Out of Spec Renew. Il tecnico Alex aveva già incontrato un guasto simile e prospettava un intervento più circoscritto.
Collegandosi da remoto tramite Tesla Toolbox e analizzando i registri diagnostici della vettura, Alex ha individuato proprio nel sensore encoder la causa del malfunzionamento. La strada da seguire diventava così la sostituzione del singolo componente.
Un pezzo economico, ma difficile da raggiungere
L’ostacolo principale era l’accesso. Per arrivare al sensore bisognava rimuovere il pacco batteria ad alta tensione, il cui peso era stimato da Samcrac in circa 1.200 libbre.
Lo youtuber ha utilizzato un ponte sollevatore e una piattaforma di sostegno improvvisata in legno per abbassare la batteria. Nonostante diverse complicazioni, è riuscito a estrarla e a raggiungere l’unità motrice anteriore.
Durante lo smontaggio ha anche rotto accidentalmente un connettore elettrico. Per rimediare ha trovato online un progetto sostitutivo e ha prodotto con la propria stampante 3D un nuovo involucro in plastica.
Installato il sensore, ha rimontato l’inverter e riportato il pacco batteria nella sua posizione. Alla riaccensione, il precedente avviso relativo al motore non è comparso e una prima verifica ha confermato che le ruote anteriori ricevevano nuovamente potenza.
Il test su strada e le altre riparazioni
È emerso però un problema distinto: una perdita di liquido refrigerante da un altro componente. Prima di affrontare una prova più lunga, Samcrac ha acquistato e montato una valvola del circuito di raffreddamento da circa 50 dollari. Ha inoltre sostituito una lampadina difettosa di un faro.
La Model S ha poi percorso oltre 10 miglia senza ripresentare l’avviso del motore anteriore. Prima dell’intervento, lo stesso allarme si manifestava dopo uno spostamento di appena pochi piedi.
Il test ha quindi suggerito che il sensore fosse bastato a risolvere il guasto originario. Non significa, tuttavia, che 70 dollari rappresentino il costo complessivo di una riparazione professionale: sono serviti attrezzature specifiche, smontaggi estesi e interventi vicino all’alta tensione. Samcrac non ha fornito una stima comparabile della manodopera. Sulla sua vettura, durante la prova, la sostituzione del componente ha comunque evitato quella dell’intera unità motrice.

Bella storia, ma mi chiedo quanto sia replicabile: non tutti hanno le competenze o gli strumenti per individuare il componente difettoso. Per molti proprietari resta comunque una riparazione da affidare a un’officina.
Fa impressione pensare che un guasto da 5.500 dollari si sia risolto con un sensore da 70. A volte la diagnosi giusta vale più della sostituzione in blocco.