Vaccini, il Commissario Figliuolo: “A fine giornata vaccinare chi può”

Vaccini, il Commissario Figliuolo: “A fine giornata vaccinare chi può”

La ratio è quella di scongiurare che le fiale scongelate finiscano deteriorate, come già accaduto

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Vaccini, il Commissario Figliuolo: “A fine giornata vaccinare chi può”
Il Commissario per l’emergenza Covid, generale Francesco Figliuolo, ha firmato l’ordinanza con cui dispone che “in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2 richiamato in premessa, le dosi di vaccino eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, per ottimizzarne l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal menzionato Piano nazionale e successive raccomandazioni”. 

Non c’è un piano B rispetto a AstraZeneca, sul quale la sospensione ha motivazioni esclusivamente cautelative. Fonti ministeriali spiegano così la ratio dello stop concordato tra Roma e le altre principali capitali europee al vaccino AstraZeneca.

Una “sospensione” che, anche nell’effetto “emozionale” sui cittadini, rischia di rallentare una campagna che, invece, il premier Mario Draghi vuole che riparta subito e in maniera massiccia. E, anche per questo, il pressing dell’Italia – in raccordo con gli altri Paesi Ue – sull’Ema, l’Agenzia del Farmaco europea, da qui alle prossime ore sarà costante.

“Si riunisca immediatamente” è, non a caso, il messaggio che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti scandisce su Facebook dopo aver visto Draghi a Palazzo Chigi.

La decisione di sospendere il vaccino dell’azienda anglo-svedese arriva nel pomeriggio dopo uno stretto coordinamento tra i ministri della Salute di Italia, Francia, Germania e Spagna. Roberto Speranza si era precedentemente consultato con Draghi.

Nel governo italiano, non c’è apprensione sui rischi connessi al vaccino. “Non ci sono dati di rilevanza statistica sulla pericolosità per la salute. La parola d’ordine ora è calma e gesso”, spiegano sempre fonti ministeriali.

C’è però una consapevolezza: quella di adottare l”estrema cautela. Ed è, di fatto, una fuga in avanti quella che i quattro governi mettono in atto rispetto all’Ema. Chiamata, ora, a decidere in maniera “più rapida possibile per poi ripartire immediatamente”, si spiega. La fiducia del governo nello sprint alla campagna dei vaccini è intatta. Ed è questa una delle priorità a cui, in questi giorni, Draghi continua a lavorare con la massima attenzione.

Tanto che proprio il dossier vaccini è sul tavolo di un duplice incontro che il capo dell’esecutivo ha nel pomeriggio a Palazzo Chigi: quello con Zingaretti e quello, subito successivo, con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. 

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