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Toc toc, Mosca bussa a Pechino per droni e tecnologia

Svolta o tattica: la palla passa nelle mani di Xi che, come più volte osservato in passato, sta diventando il vero ago della bilancia e potrebbe influenzare anche le trattative (oltre che l’approvvigionamento per le forze armate russe)

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Delle due l’una: o davvero come si scrive da tempo la difesa russa non è così attrezzata come la propaganda interna vuole far credere, oppure Vladimir Putin sta testando il suo maggiore alleato, Xi Jinping. Quel che è certo è che Mosca ha chiesto a Pechino un sostegno tecnico e tecnologico su armi e mezzi per proseguire la guerra in Ucraina. La palla passa nelle mani di Xi che, come più volte osservato in passato, sta diventando il vero ago della bilancia e potrebbe influenzare anche le trattative (oltre che l’approvvigionamento per le forze armate russe).

Conseguenze

Ci saranno delle conseguenze se Pechino sosterrà militarmente Mosca, dice il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, poco prima di incontrare a Roma il suo omologo cinese. Financial Times, CNN e Washington Post hanno diffuso la notizia che al primo posto della lista della spesa russa ci sono dei droni. Il perché è presto detto: la presa di Kiev non è tecnicamente agevole, perché all’interno della bretella autostradale che conduce dalla periferia in città, gli invasori si troveranno dinanzi strade strette in cui se un tank venisse colpito, di fatto bloccherebbe l’accesso a tutti gli altri.

Fino ad oggi i droni che la Turchia ha venduto all’Ucraina sono stati utilissimi alle truppe di Zelensky. E Putin starebbe pensando di imitare la tattica ucraina.

Come stanno le forze armate Z

Diverse le sensazioni sullo stato di salute delle forze armate russe. Negli ultimi anni sono circolate molte ipotesi su un depotenziamento oggettivo di mezzi e tecnologia. Una di queste sosteneva la tesi che ingenti finanziamenti per l’ammodernamento di esercito, aviazione e marina siano stati sottratti da alcuni oligarchi e investiti all’estero, con la conseguenza che, come hanno testimoniato alcuni racconti della resistenza ucraina, molti soldati russi catturati comunicavano ancora in analogico e non erano pronti ad un’azione di questo tipo. Idem per pezzi di ricambio, nuove tecnologie e appunto velivoli Uav, che sono diventati ormai principali attori in tutti i campi di battaglia.

Fatti che avvalorano la tesi iniziale, come dimostra anche l’uso di mercenari (sia contractors siriani, sia la solita brigata Wagner) per interpretare il copione che i normali soldati russi non sono in grado di seguire.

@L_Argomento

(Foto: Chinese defense on Flickr)

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