“Speranza” per chi ha vinto la battaglia contro il Covid

“Speranza” per chi ha vinto la battaglia contro il Covid

Il Ministro pensa all’esenzione totale del ticket dimenticando qualcuno

Tempo di lettura stimato 2 minuti

“Speranza” per chi ha vinto la battaglia contro il Covid
Di buoni propositi ne è piena l’Italia e anche di buone proposte! Una delle ultime arriva dal Ministero della Salute e riguarda i guariti dalla Covid-19.

Tutti i pazienti colpiti da forma grave, dimessi da un ricovero ospedaliero e giudicati guariti, potranno usufruire per due anni, a titolo gratuito e con la totale esenzione del ticket, delle prestazioni diagnostiche e specialistiche ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale che rientrano nelle attività di follow-up sulle possibili conseguenze del virus.

È quanto prevede la misura a cui il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sta lavorando in vista del decreto Sostegni bis, ancora solo in bozza, ma di prossima pubblicazione. La proposta prevede che siano stanziati 50 milioni di euro fino al 2023, che dovrebbero essere ripartiti in oltre 24 milioni di euro per l’anno in corso, circa 20 milioni per il 2022 e poco meno di 6 milioni di euro per il 2023. Un buona idea che però nasce già con qualche lacuna che potrebbe, come già avvenuto per altre misure, ingenerare malumori e incomprensioni, soprattutto tra chi dovrà certificare e chi, dall’altra parte, ha subito sulla propria pelle una forma grave del virus pur non ricorrendo al ricovero.

I soldi infatti- si legge nella nota di Via Lungotevere– serviranno per il “Protocollo sperimentale nazionale di monitoraggio”, che prevede l’erogazione – esente da ticket – di prestazioni di specialistica ambulatoriale contenute dei Livelli essenziali di assistenza ritenute appropriate – anche in base alla severità della sintomatologia del paziente – per il monitoraggio, la prevenzione e la diagnosi precoce di eventuali esiti o complicanze, per le persone che nel tempo potrebbero riportare effetti cronici in seguito a una malattia da Covid-19 con un quadro clinico severo.

Tra le prestazioni previste, quelle per il controllo delle funzioni più interessate, quella respiratoria, cardiaca, renale ed emocoagulativa: dalle analisi del sangue – esami come l’emocromo, ves, creatinina, solo per citarne alcuni – all’elettrocardiogramma dinamico, dalla spirometria al test del cammino, fino alla tac del torace.

Il piano si basa sui dati dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui sono circa 164 mila i pazienti con gravi forme di Covid-19 guariti e dimessi dagli ospedali (più di un terzo dei quali, residenti in Lombardia): saranno loro ad essere arruolati nel follow-up dei pazienti Covid-19, con l’obiettivo di acquisire informazioni sugli esiti della Covid-19, ancora da approfondire ad appena un anno e mezzo dalla sua comparsa.

Una buona proposta che, come le altre, può essere migliorata, non dimenticando che moltissimi pazienti hanno combattuto, isolati e nelle proprie abitazioni, la battaglia più difficile e sono scampati alla morsa mortale del virus che ha messo in ginocchio Stati interi e fatto emergere le debolezze anche delle Unioni come quella Europea.

Pazienti seguiti a distanza dal personale medico ma impossibilitati ad accedere in ospedale per carenza di posti o per lasciare spazio a pazienti ancora più gravi. Persone che hanno avuto necessità di ossigeno per settimane, hanno seguito terapie a proprie spese e, loro malgrado, hanno subito e stanno facendo i conti, come tutti i pazienti colpiti da forma grave di Covid-19, con i postumi spesso invalidanti.

Queste persone, cittadini non certo di serie B, sono al momento “dimenticati” dal Ministro Speranza, almeno per come è stata formulata la proposta, e rischiano, dopo aver vissuto il trauma di “essere dimenticati” nella prima fase, di dover affrontare anche il post covid da soli e soprattutto a proprie spese!
“Speranza” per chi ha vinto la battaglia contro il Covid

Shortlink:  https://bit.ly/3ez9hwm

TAGS