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Economia

Sì al dialogo sul grano, il prezzo di Mosca per (iniziare a) trattare

Il prezzo da pagare per questa improvvisa apertura dovrebbe essere la revoca delle sanzioni contro la Russia al fine di impedire una crisi alimentare globale.

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Il porto di Odessa si può sbloccare, dopo più di due mesi di guerra. La crisi del grano innescata dall’invasione russa dell’Ucraina stava per avere conseguenze nefaste, in primis su quei paesi del nordafrica completamente dipendenti dal grano ucraino e russo, come Egitto, Tunisia, Libano, Algeria. La parziale ripresa dei corridoi commerciali, però, non è un atto di altruismo ma solo convenienza tattica.

Qui Mosca

Il vice ministro degli Esteri, Andrey Rudenko, ha detto che il suo governo intende dialogare con tutti partner internazionali per risolvere il problema delle forniture di grano: in questo senso si può pensare ad un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall’Ucraina. In precedenza era stato lanciato un appello a Mosca dall’Occidente in questa direzione. Il prezzo da pagare per questa improvvisa apertura dovrebbe essere la revoca delle sanzioni contro la Russia al fine di impedire una crisi alimentare globale: questa la richiesta del Cremlino.

E’ di una settimana fa la notizia che Nuova Delhi ha annunciato il divieto di vendita di grano “per gestire la sicurezza alimentare complessiva del Paese”. Una mossa in chiave per così dire nazionalistica che avrà ripercussioni chirurgiche su di uno scenario già altamente complesso.

Punta dell’iceberg

La crisi del grano è solo la punta dell’iceberg innescata dal conflitto: già nei mesi precedenti erano iniziati a mancare metalli fondamentali come titanio, litio. Il quadro è sensibilmente peggiorato dopo la guerra, dal momento che ad aprile secondo l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) erano 84 navi i mercantili rimasti senza personale marittimo. Il tutto mentre le navi erano intrappolate nei porti ucraini lungo il Mar Nero e il Mar d’Azov. L’IMO ha chiesto a questo punto la creazione di un corridoio marittimo per consentire l’evacuazione dei marittimi dalle aree ad alto rischio. Inoltre il Joint War Committee del mercato londinese ha esteso la sua consulenza ad alto rischio a tutte le acque della Russia. In questo modo sarà possibile che le navi che entrano in aree ad alto rischio ne diano comunicazione ai loro assicuratori.

Oltre il grano

Oltre il grano c’è anche altro, come ad esempio il vetro: l’Italia ne ha una enorme esigenza perché esporta vino e olio in gran quantità e perché lo usa nella componentistica delle auto. Di contro molti grossi nomi americani ed europei hanno aperto gli altiforni nell’est europeo per la sindrome Nimby e di fatto producono lì (e purtroppo inquinano lì). Ma cosa accadrebbe se a causa della guerra quelle produzioni si fermassero di colpo?

@L_Argomento

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