“Io apro” torna in piazza a Roma, ma la Questura chiude

“Io apro” torna in piazza a Roma, ma la Questura chiude

Trentamila persone per protestare davanti a Montecitorio, annunciano i ristoratori in rete

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“Io apro” torna in piazza a Roma, ma la Questura chiude
Non intendono rinunciare a manifestare domani in piazza Montecitorio nonostante ci sia un divieto della Questura, ma assicurano che sarà una “manifestazione pacifica”.

A pochi giorni dalla protesta con i disordini davanti alla Camera, ristoratori e commercianti di ‘IoApro’ sono pronti a scendere di nuovo in piazza nel cuore della Capitale per chiedere di ‘riaprire subito, per non morire di crisi’. Un sit-in lanciato sui social nei giorni scorsi che, però, non è stato autorizzato dalla Questura.

“A differenza di quanto affermato e diffuso sui social si segnala che, con formale provvedimento redatto dalla Questura di Roma in data 9 aprile, la piazza di Montecitorio è stata formalmente vietata per la giornata di domani ai rappresentanti del movimento IoApro, in quanto gia’ concessa e, quindi occupata da un’altra manifestazione regolarmente preavvisata nei giorni precedenti, che si svolgerà nella stessa fascia oraria con la prevista partecipazione di 100 persone” ha sottolineato la Questura di Roma aggiungendo che piazza Montecitorio può “ospitare un numero massimo di 100 manifestanti” alla luce delle disposizioni anti-Covid.

“Pertanto – ha aggiunto -, al fine di non generare false informazioni circa la possibilità di accedere alla manifestazione nel numero di 20.000 persone così come annunciato sui social network e per evitare i conseguenti provvedimenti si ribadisce che la manifestazione pubblicizzata non è autorizzata”. Ma il movimento “IoApro” ha annunciato: “Nonostante il diniego della questura, domani saremo in piazza”.

“130 pullman partiranno da tutta Italia, invaderemo Montecitorio. Questi pullman sono confermati – viene spiegato sulla pagina Facebook del gruppo – Utilizzate anche auto e treni per spostarvi, nessuno può fermarvi per riconquistare i vostri diritti. Circonderemo il Parlamento in maniera pacifica e lì costringeremo ad uscire dal palazzo. 20.000 o 50.000 dipende da voi. Facciamo la storia insieme”. Per i promotori

“E’ una battaglia sociale, né di destra né di sinistra”. “Saremo assolutamente pacifici e non ci sarà alcuna volontà di scontro” ha affermato uno dei leader Mohamed El Hawi aggiungendo: “Domani andremo lo stesso in piazza a supporto di un’altra ristoratrice che ha il permesso di manifestare a piazza Montecitorio”. Gli organizzatori hanno spiegato che si raduneranno “al Pantheon, alle 14.30, per poi muovere tutti insieme verso piazza Montecitorio”.

Comunque non ci sarebbero al momento, secondo fonti investigative, segnali di saldature con estremisti di destra, ma non è escluso che possano infiltrarsi violenti o esponenti di Casapound che puntano a strumentalizzare le proteste per far salire la tensione.

C’è poi un altro elemento che preoccupa: il sit-in non è autorizzato e, dunque, chi deciderà di venire a Roma potrebbe farlo con l’obiettivo di provocare tensioni. Per questo si cercherà di bloccare i manifestanti in partenza o, comunque, di non farli arrivare al centro della Capitale.

Previsti controlli delle forze dell’ordine ai caselli autostradali e nelle stazioni ferroviarie della città fin da domani mattina per ‘intercettare’ l’eventuale arrivo di pullman o gruppi diretti a piazza Montecitorio per la protesta ‘non autorizzata’.

Saranno vigilate anche le fermate di metro, i capolinea di autobus e le aree di parcheggio. Massima l’attenzione in tutta la zona di Montecitorio e piazza Colonna.
“Io apro” torna in piazza a Roma, ma la Questura chiude

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