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Il dito degli Usa contro la Cina: armi, influenze e affari con Putin

Xi non è un semplice partner di affari di Putin, ma colui che riceverà gas russo per i prossimi trent’anni, oltre che aver sposato la possibilità di transazioni in yuan per ovviare alla crisi del rublo post sanzioni

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Siamo preoccupati per il sostegno cinese alla Russia. In occasione del vertice di Roma con il numero uno della diplomazia cinese, Yang Jiechi, il consigliere americano per la sicurezza Jake Sullivan “ha sollevato direttamente e molto chiaramente” preoccupazioni per il sostegno di Pechino a Mosca. E considerando che l’export cinese verso Ue e Usa è vitale per Xi, nessuno può premettersi passi affrettati.

Qui Usa

Dopo sette ore di confronto (e scontro) tra l’esponente del governo americano e il massimo diplomatico cinese, gli Usa hanno puntato l’indice contro la Cina, rea a suo dire di essere disponibile a soddisfare la richiesta putiniana di armi. Disinformazione, è stata la secca risposta del dragone, che conferma di essere impegnato in prima fila per ripristinare la pace con uno sforzo diplomatico. Dove sta dunque la verità? Washington si dice convinta che la Cina potrebbe fare molto per fermare l’escalation di violenza. In effetti Xi Jinping non è un semplice partner di affari di Vladimir Putin, ma colui che riceverà gas russo per i prossimi trent’anni, oltre che aver sposato la possibilità di transazioni in yuan per ovviare alla crisi del rublo post sanzioni.

Qui Cina

La Cina rischia seriamente di diventare, dopo la guerra in Ucraina, il player principale del blocco euroasiatico. La Russia, gioco forza, non sarà più la stessa e ben al di là di come finirà la campagna ucraina. L’applicazione delle sanzioni, specialmente quelle legate all’uscita di Mosca dal Fmi e dal commercio mondiale, rappresentano una zavorra che si somma alla recessione interna e alla chiusura delle relazioni commerciali con l’occidente. Pechino dunque si prepara ad un’altra scalata, ma deve decidere come gestire in questa fase il rapporto con Mosca.

Un sostegno troppo marcato al capo del Cremlino rischia di minare le relazioni con quell’occidente di cui la Cina ha tremendamente bisogno, contrariamente la Via della Seta crollerebbe sotto il peso degli squilibri che si innescherebbero. E Xi non se lo può permettere dopo due anni di pandemia.

@L_Argomento

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