I nomi per il Quirinale in un biglietto segreto

I nomi per il Quirinale in un biglietto segreto

RaiTre ospita Romano Prodi per lanciarlo verso il Colle, ma abbiamo ricevuto un biglietto segreto che ci anticipa come andrà

Tempo di lettura stimato 2 minuti

I nomi per il Quirinale in un biglietto segreto
RaiTre, Lucia Annunziata dispone le carte. Sul tavolo c’è quel Romano Prodi che ha rappresentato vent’anni di centrosinistra in Italia. E c’è un convitato di pietra, Silvio Berlusconi, del quale i due in studio parlano come del principale sfidante. La dinamica è semplice: creare un botta e risposta che polarizzi il dibattito e permetta ai due contendenti di giocarsi la partita. Sappiamo già per chi fa il tifo Lucia Annunziata.

Quello che nessuno sa è invece chi sia l’estensore del singolare biglietto di carta che abbiamo trovato in una busta indirizzata a L’Argomento. Una busta affrancata – cosa ancor più curiosa – da Sassari. La città che custodisce i segreti dei due nobili casati imparentati tra loro, i Cossiga e i Berlinguer. Sinistra e destra che hanno portato nella tomba i segreti della Repubblica.

Torniamo allo studio Rai. “Il Quirinale? Mah…” si limita a rispondere Prodi, con un sorrisone lungo, una alzata di spalle bonaria. Ma se ne parla, eccome. C’è il mondo dell’intellighenzia di sinistra tutto mobilitato per lui, si sa e si sente. E si vede. Prodi contro Berlusconi è un film che molti di noi conoscono già a memoria. Un duello stanco, un confronto che sa di nostalgia, rimasticato come le gomme Brookling bianche, quelle che finiscono con un pallone da scoppiare.

Ed è una bolla, questa della querelle eternamente calda tra Silvio e Romano, che appassiona poco. Ce lo conferma l’anonima fonte di cui diamo conto.

“Si faranno due chiame a vuoto, in cui usciranno in tutto venti nomi. Dieci più verosimili, dieci scherzosi”, preconizza l’ignoto e bene informato informatore. “Uscirà subito il nome di Draghi, e subito quello di Marta Cartabia. Berlusconi compatterà ottanta voti, ma Lega e Fratelli d’Italia non lo vogliono davvero”, continua l’anonimo biglietto, tutto scritto a mano. Sembra di aver ricevuto un pizzino dall’aldilà, un messaggio in bottiglia lanciato da un viaggiatore del tempo.

“Sarà dalla terza chiama che si capirà come gira il vento. Giorgetti e Salvini già sanno come devono comportarsi; Gianni Letta prenderà i voti di FI. Ma mezzo Pd, i 19 voti di Coraggio Italia, i rappresentanti delle Regioni di centrodestra, Italia Viva e una ventina di senatori usciti dal M5S inizieranno ad esprimere il loro voto per Pierferdinando Casini”.

La profezia che si dipana sotto ai nostri occhi è arguta. Presuppone che i parlamentari di Base Riformista – rimasti acquattati nel Pd – agiscano per ordine di scuderia con Matteo Renzi. E che costruiranno alla fine una cordata per Casini, alla quale non potranno sottrarsi – conti alla mano – né Lega, né Fratelli d’Italia. Non hanno niente da perdere, e potranno rivendicare di aver fatto naufragare i sogni di gloria di qualcuno ben più a sinistra.

Cosa farà allora il M5S, dopo aver bruciato nel vuoto il nome di Beppe Grillo alle prime due chiame? Secondo il messaggio anonimo “Giuseppe Conte ha ricevuto dal Vaticano l’indicazione di votare alla quarta chiama, e non prima, Casini”. Sembra la trama di un romanzo di John le Carré, ma è tutto vero. O meglio: scopriremo se è vero solo davanti alla realtà dell’aula, spesso meno verosimile di tante strategie disegnate a mano.
I nomi per il Quirinale in un biglietto segreto

Shortlink:  https://bit.ly/2Zg55g0

TAGS